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RIGHTS

UE, Amnesty denuncia: la lotta al terrorismo sta mettendo a rischio lo stato di diritto

Un lavoro di due anni della NGO, mette in luce la deriva securitaria in Europa. 14 gli Stati dove privacy e garanzie sono più a rischio



Nuove leggi anti-terrorismo  rischiano di far scivolare l’Europa in una situazione di pericolo, aumentando a dismisura il controllo dei governi e la restrizione delle libertà fondamentali in nome della lotta al terrorismo. La denuncia è di Amnesty International che in un rapporto pubblicato ieri, martedi 17 gennaio, ha lanciato l’allarme per 14 Paesi europei, tra i quali Benelux, Polonia, Danimarca, Francia e Regno Unito.

In alcuni casi, le persone possono ora essere perseguite per questioni solo in lontananza associate a un comportamento criminale -dice il rapporto di Amnesty- e la tendenza alla prevenzione di attentati e attività terroristica avrebbe fatto lievitare oltre misura l’invadenza degli apparati di controllo.

Olanda

Nei Paesi Bassi, scrive ancora Amnesty, è in corso un deterioramento dello stato di diritto. L’Olanda  -dice ancora il rapporto- rischia di complicare ulterirormente la situazione se due nuove leggi antiterrorismo in discussione, venissero approvate. La libertà individuale, quellla alla privacy e il diritto ad un equo processo sarebbero principi messi seriamente a rischio. Il progetto di legge, che sarà votato il 31 gennaio 2017 in Senato, contiene criteri vaghi e non fornisce una protezione giuridica sufficiente a tutelare i diritti -scrive Amnesty.nl sul suo sito. Questo può portare ad abusi e arbitrio.

Belgio

Quanto al Belgio, Amnesty è preoccupata per le proposte che intendono punire apologia o glorificare il terrorismo: la glorificazione e la giustificazione di attività terroristiche -scrive l’NGO- possono essere considerate reato solo se mirate a commettere un attentato. In altre circostanze, dice ancora Amnesty, l’interpretazione troppo ampia ha finito, in Francia e Spagna, per diventare un abuso di autorità e una limitazione della libertà d’espressione. Nella raccomandazione al governo belga, l’NGO sollecita “una valutazione approfondita delle conseguenze dell’attuazione delle leggi e delle misure in termini di diritti umani e le loro implicazioni pratiche. I risultati di questo rapporto dimostrano ancora una volta la necessità della creazione di una Commissione nazionale per i diritti umani ” conclude Amnesty in Belgio.

I rifugiati e le minoranze sono presi di mira
I nuovi poteri colpiscono soprattutto immigrati e rifugiati; difensori dei diritti umani, attivisti e minoranze. Con ampio impiego della profilazione -prosegue il report- spesso basato su stereotipi, le garanzie a tutela dei diritti sono solo accennate. Queste misure discriminatorie ottengono un impatto sproporzionato e profondo sui musulmani, sugli stranieri e sulle persone che si ritiene siano musulmane o straniere.  Inoltre, atti discriminatori nei servizi pubblici, applicati in nome della sicurezza nazionale, vengono sempre più accettati, dice ancora l’NGO.

Secondo Amnesty, la sopravvivenza di una nazione, la coesione sociale, il funzionamento delle istituzioni democratiche, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto non è fondamentalmente minacciato dalle azioni isolate di individui e gruppi violenti e criminali.  Questa minaccia è lì solo se i governi e le società sono disposte a rinunciare ai propri valori nella lotta contro la violenza -ammonisce Amnesty- Il pericolo è che stiamo creando le società in cui la libertà è l’eccezione e la paura è la regola” conclude il comunicato.

 






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