L’Ucraina ha presentato una richiesta di sostituzione del presidente della Corte d’appello di Amsterdam, che presiede il caso del ritorno degli oggetti d’oro prestati dalla Crimea, poi passata sotto il controllo di Mosca. Secondo il governo di Kiev, il presidente non sarebbe obiettivo.

Nel 2014, centinaia di tesori della Crimea sono arrivati ​​all’Allard Pierson Museum per la mostra The Crimean Gold and Secrets of the Black Sea. Sono stati prestati da varie istituzioni in Crimea ma durante la mostra, la pensiola è stata annessa dalla Russia.

Dove andranno i tesori? Ovviamente per l’Ucraina si tratta di patrimonio storico del paese, mentre la Russia li reclama perchè prestati da istituzioni che si trovano in Crimea.

La galleria Allard Pierson non si sentiva autorizzata a prendere una decisione così, stretta tra due fuochi, è andata in tribunale: nel 2016 i giudici hanno decretato a favore dell’Ucraina. Ma i musei di Crimea hanno presentato appello contro questa decisione. Nel luglio di quest’anno la corte ha stabilito che Allard Pierson non deve restituire i tesori a nessuno fino a quando non vi sarà più chiarezza su chi abbia i diritti più forti.

All’Ucraina e ai quattro musei sono stati concessi due mesi per fornire una spiegazione più dettagliata della loro posizione. Era attesa una sentenza definitiva da sei a nove mesi dopo la decisione della corte.

Ma ora l’Ucraina vuole che il presidente della corte venga sostituito perchè avrebbe legami stretti con la Russia: “Lo stato ucraino è attualmente preoccupato per l’assenza di un processo equo e ha quindi presentato una richiesta di sostituzione del sig. Oranje come presidente della Corte di giustizia”, ​​hanno affermato gli avvocati Bergh Stoop e Sanders.