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Una poesia riuscirà a zittirci per un istante? Dopo le polemiche nate sulla possibilità di far tradurre la poesia di Amanda Gorman, la poetessa afrodiscendente che aveva letto i suoi versi durante l’insediamento del neopresidente americano Joe Biden, dalla “bianca” Marieke Lucas Rijneveld, la scrittrice e poetessa olandese aveva deciso pubblicamente di rinunciare all’incarico.

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L’editore olandese Meulenhoff aveva affidato alla poetessa non binaria e autrice dell’acclamato romanzo Il disagio della sera il compito di tradurre la raccolta di Gorman The Hill We Climb. Dopo l’innesco della polemica nata in parte per altri motivi – l’inaccessibilità del mondo editoriale olandese per le scrittrici e autrici di colore come lamentava l’attivista e influencer Janice Deul sulle pagine del Volkskrant– Rijneveld aveva affidato a un tweet i propri pensieri:

“Sono scioccata dal clamore che circonda il mio coinvolgimento nella diffusione del messaggio di Amanda Gorman e capisco le persone che si sentono ferite dalla scelta di Meulenhoff”, scriveva ancora Rijneveld la scorsa settimana. “Mi ero felicemente dedicata a tradurre il lavoro di Amanda, accettando il compito più gravoso di mantenere la sua forza, il suo tono e il suo stile. Tuttavia, mi rendo conto che sono nella posizione di pensare e sentire in un modo non condiviso da molti”.

All’inizio della settimana, Meulenhoff aveva rivelato che Rijneveld era stata scelta in accordo con la stessa Gorman, ma che l’editore comprende la decisione della poetessa olandese di ritirarsi. Meulenhoff ha fatto sapere che è alla ricerca di nuovo team “per tradurre le parole e il messaggio di speranza di Amanda nel miglior modo e il più vicino possibile al suo spirito”, ma nessun nome è stato ancora annunciato.

Nel frattempo, a distanza di dieci giorni, Rijneveld ha composto la poesia Everything inhabitable (Tutto è ospitale/Abitare ogni cosa) pubblicata dal Volkskrant, poi tradotta da Michele Hutchinson in inglese per il Guardian  e comparsa ancora in tedesco e francese.

Una traduzione italiana del componimento di Rijneveld potrebbe essere:

Non hai mai smarrito quella resistenza, quel primordiale dimenarsi tra gli alti e i bassi della vita

o ceduto alla predicazione del pulpito, alla Parola che dice ciò che è giusto o sbagliato,

non sei mai stato troppo pigro per alzarti, 

per affrontare tutti i prepotenti e combattere gli stereotipi a pugni alzati, 

contro quei tumulti del non sapere dentro la tua testa,

attenuando l’impotenza con il drappo rosso davanti agli occhi,

annunciando sempre la tua strada con un orgoglio solido come una roccia,

guardare qualcuno ridotto in poltiglia e vedere scivolare via l’ultima goccia di dignità, 

tu sei contro la misurazione dei crani, contro la schiavitù, contro le spigolosità dell’uomo.

Non hai mai perso quella resistenza, quel seme di lotta libera, le tue radici sono a lutto, 

la tua origine è stata fortunata, aveva una via di fuga, non che si possa parlare di tutto,

non che tu veda sempre che l’erba dall’altra parte può essere appassita e meno verde

il punto è essere in grado di mettersi nei panni di un altro, 

di vedere il mare di dolore dietro gli occhi di un’altra persona, 

la furia dilagante di tutte le ire, vuoi dire che forse non capisci tutto,

che naturalmente non sempre tocchi la corda giusta, ma che

lo senti, sì, lo senti, anche se la differenza è uno scarto.

Non hai smesso di resistere e tuttavia sei in grado di cogliere quando non è il tuo posto, 

quando devi inginocchiarti per una poesia perché un’altra persona può renderla più abitabile; 

non per riluttanza, non per sgomento, ma perché sai

c’è tanta disuguaglianza, persone ancora discriminate,

quello che vuoi è la fraternità, vuoi un solo pugno, e forse la tua mano non è ancora abbastanza forte, 

o forse dovresti prima afferrare la mano di un altro nella riconciliazione,  

hai bisogno di sentire attivamente la speranza che

che stai facendo qualcosa per migliorare il mondo, anche se non devi dimenticare questo: 

Alzati di nuovo dopo essere stato in ginocchio e raddrizza la schiena.