Myrthe Minnaert, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nilab Ahmadi e Jazie Veldhuyzen, due consiglieri comunali di Bij1 ad Amsterdam, si separano immediatamente dal partito. Con la loro uscita, Bij1 non avrà più rappresentanza nel consiglio comunale della città.
Ahmadi e Veldhuyzen lasciano il partito perché si sentono “socialmente ed emotivamente insicuri” all’interno di Bij1. Secondo loro, il partito è un ambiente “tossico e strutturalmente insicuro”, caratterizzato da diffidenza, abuso di potere e “mancanza di trasparenza e democrazia interna”.
Il loro abbandono rappresenta un nuovo episodio in una lunga serie di litigi e conflitti all’interno di Bij1. In precedenza, il presidente nazionale aveva lasciato il partito, il secondo membro Quinsy Gario era stato espulso per “comportamento tossico”, il consiglio di Amsterdam aveva rinunciato e il ramo dell’Aia aveva lasciato il partito. La scomparsa della delegazione è particolarmente dolorosa per il partito, poiché Amsterdam è considerata la culla di Bij1.
Ahmadi e Veldhuyzen affermano di essere stati chiamati con nomi dispregiativi all’interno del partito e citano altri esempi dell’ambiente “insicuro” in Bij1. Hanno anche fornito documenti interni ed estratti di e-mail e conversazioni su WhatsApp a conferma di questi esempi e dei numerosi conflitti interni.
I due politici non hanno piani per un nuovo partito, ma continueranno a lavorare insieme come consiglieri indipendenti nel consiglio di Amsterdam seguendo la linea politica di Bij1. Nonostante sperino che Bij1 riesca a mantenere il suo seggio alla Camera dei Rappresentanti, Veldhuyzen si sente “in nessun modo responsabile” del futuro del partito a livello nazionale. Ahmadi afferma che se il seggio alla Camera dei Rappresentanti verrà perso, sarà una conseguenza dell’ambiente che è stato creato nel partito.







