The Netherlands, an outsider's view.

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Truffe, razzismo e proprietari senza scrupoli: cercare casa ad Amsterdam è un incubo

di PandDam e Mihaela Breabin

 

Secondo CBS, l’Ufficio Statistico olandese, nel 2018, il numero di stranieri che si sono registrati in un comune dei Paesi Bassi ha superato il numero di coloro che se ne sono andati. Nel 2018, tra gennaio e marzo, 186 mila immigrati si sono trasferiti nei Olanda; 4,5k in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Amsterdam nota  per essere una città liberale, tollerante, accogliente e con un’alta qualità della vita, motivo per cui il numero di stranieri che si stabiliscono qui non è destinato a diminuire . Il risultato? Una crisi abitativa enorme e senza precedenti, che sta costringendo le persone a pagare fortune per vivere in condizioni insostenibili.

Una stanza ad Amsterdam? Doei doei diritti

Jerika è una expat americana. Ricorda ancora bene la reazione della sua padrona di casa quando le ha detto che il suo ragazzo è rumeno: “Ti sto dicendo in questo momento: non può vivere qui”, ricorda Jerika. Non volendo affrontare un simile atteggiamento, la coppia ha cambato alloggio. E ad Amsterdam, dal vivere in una camera al vivere in una cella di prigione, il passo è breve. E senza neanche aver commesso reati: l’ex prigione di Bijmer, ora in fase di demolizione, ha vissuto -una volta dismessa- una seconda vita. Prima centro di accoglienza per richiedenti asilo, poi blocco di “appartamenti” per temporanei per studenti. Jerike descrive la cella “della dimensione di un bagno”.  Non è davvero il ricordo più ameno della sua vita: per proteggere il loro cibo da altri abitanti del corridoio, che di fare la spesa non ci pensavano proprio, lei e i suoi coinquilini facevano a turno il “cane da guardia” per  pattugliare le sale comuni. Almeno 3 o 4 volte a settimana, l’allarme antincendio suonava nel cuore della notte perchè la gente fumava canne in camera. E tutto questo, alla modica cifra di 420 euro al mese. Quando la situazione si è fatta davvero insopportabile, alla coppia è quasi venuto un esaurimento nervoso: “Siamo entrambi dottorandi, nessuno di noi ha precedenti penali; nel 90% dei posti che troviamo ci dicono semplicemente “niente internazionali” o “niente studenti” “. Cosa fare adesso? Per ora solo una comune di nudisti si è offerta di affittare alla coppia una camera, nel loro woning group.

L’esperienza di Jessi è piuttosto simile: lei e il suo ragazzo vivono in un  anti-kraak (anti-squat): gli inquilini pagano un prezzo per accedere ad immobili in disuso  prima che vengano occupati. L’affitto è molto più economico rispetto al costo di mercato, ma viene comunque a scapito di molti dei tuoi diritti: “non abbiamo diritti qui, e non abbiamo riscaldamento o acqua calda, perchè l’impianto si è rotto e non sono obbligati a ripararlo ”. Con una dinamica di inversione dei ruoli, finisci per lavorare per il proprietario: sostituisci la società di vigilanza che dovrebbe impedire le occupazioni ma non lavori solo gratuitamente, devi anche pagare per lavorare.

Gente a caccia di alloggi è continuamente al fronte, passando al setaccio ogni angolo di internet per garantirsi un tetto sulla testa ad Amsterdam. Il problema principale è l’affitto mensile alle stelle, ma anche i requisiti di reddito non realistici. Le agenzie chiedono spesso un affitto di un mese come una tassa di servizio non rimborsabile, anche se è illegale, e alcuni proprietari chiedono un affitto di 2 o anche 3 mesi come deposito. Un deposito a cui, una volta scaduto il contratto, cercano di non rinunciare. C’è poi una tendenza più inquietante: spesso gli internationals vengono discriminati sul mercato immobiliare a causa della loro nazionalità. Alcuni proprietari, dicono molti aspiranti inquilini, dicono a Slovacchi, Greci e Rumeni di essere “troppo poveri per permettersi una stanza ad Amsterdam”. I ragazzi ammettono che molti padroni di casa preferiscono ragazze e, a volte, coloro chi non fumano marijuana o non beve viene esclusa/escluso dagli appartamenti degli studenti perché considerati antisociali.

Drenante psicologico

Disperazione, frustrazione e perdita di speranza sono alcuni dei sentimenti tangibili da cui gli aspiranti inquilini di Amsterdam vengono spesso sopraffatti. Tuttavia, per alcuni di essi il drenaggio psicologico continua anche dopo aver trovato una sistemazione. Alex ricorda la notte in cui il padrone di casa ha minacciato di cacciarlo fuori la mattina dopo per aver fumato una sigaretta fuori dalla finestra: “Quella notte, dormendo da solo su quel materasso nudo, è stata una delle notti più lunghe della mia vita. Non avendo assolutamente idea se avrei avuto una casa la mattina. Ero davvero spaventato. Mi sono sentito in balia del proprietario e non sapevo cosa fare ”. Nonostante le scuse multiple, Alex ha finito per perdere il suo alloggio.

In circostanze più estreme, le molestie emotive sono presenti nella vita quotidiana degli inquilini. Un attuale inquilino di Amsterdam, che ha chiesto di non essere nominato, affronta questi abusi ogni secondo: “Sono pagato per occuparmi della casa e anche per ascoltare il proprietario; questa situazione mi fa perdere una folle quantità di tempo (2/3 ore al giorno) e non credo che rappresenti una buona situazione per la mia salute mentale e la mia carriera ”.

Un’inquilina ad Amsterdam, che anche in questo caso ha chiesto l’anonimato, ricorda le intimidazioni a sfondo sessuale del suo padrone di casa, che viveva nell’appartamento. Egli avrebbe fatto commenti inappropriati sul suo corpo ; inoltre, lei e la sua coinquilina non avevano la serratura alle porte delle loro camere. “È entrato nelle nostre stanze senza permesso o le ha subaffittati mentre eravamo via per il fine settimana. “In cambio di uno sconto sull’affitto, ho dovuto pulire l’intera casa ogni giorno”. Questo “sconto”, le veniva praticato perchè lui, la considerava attraente.

Lotta per la registrazione

Un’altra lamentela comune dei cacciatori di alloggi ad Amsterdam è che i proprietari, spesso, non danno loro la possibilità di registrarsi: secondo le regole del comune, hai fino a 4 mesi per registrarti. Il numero di registrazione, spesso, è fondamentale  nei Paesi Bassi. Per quanto grottesco possa sembrare agli inquilini, coloro che desiderano registrarsi, ma non possono, sono quelli che rischiano la multa.

Jerika ricorda di aver avvicinato più volte il gemeente chiedendo aiuto, ma i risultati sono stati una multa di circa 315 euro, ossia quanto i proprietari chiedono per una persona in più registrata al loro indirizzo. I costi per non essere registrati sono alti, come nel caso di Jerika: “Ho dovuto annullare un contratto di lavoro perché mi richiedeva di essere registrata a un indirizzo olandese, ma è quasi possibile affittare un posto dove registrarsi. È assolutamente impossibile ”, afferma.

In questa giungla, gli inquilini non hanno altra scelta se non quella di rivolgersi al mercato nero: molti pagano -illegalmente- le spese extra per registrarsi a un indirizzo dove non vivono. Per essere “in the coolest place to be”, Amsterdam, la gente è pronta ad adattarsi a qualsiasi cosa per trovare un posto per dormire: un affittuario il cui anonimato verrà mantenuto ricorda di aver dormito sul pavimento della piccola soffitta della sua amica durante i suoi primi 6 mesi ad Amsterdam. Alla fine ha trovato un posto con registrazione, ma la situazione non era migliore: “il mio amico gay e io abbiamo fatto finta di essere una coppia per un anno. Il deal era: io dormivo nella camera da letto con il bagno privato, lui dormiva nel soggiorno in cui si trovava la cucina e abbiamo illegalmente subaffittato il piccolo ripostiglio ad un amico ”.

Cosa pensano i proprietari?

Tra la frustrazione dei tanti, la maggior parte della colpa è scaricata sui proprietari. Tuttavia, dal punto di vista di un padrone di casa, le cose non sono poi così facili. Marnix è un proprietario di casa olandese. Parla delle regole del “verkamering”: ora un landlord può affittare  solo a due inquilini separati, indipendentemente dalle dimensioni della casa. Prima che la città applicasse questa regola, un alloggio di 100 m2 poteva essere affittato fino a 6 persone. Tuttavia, aggiunge, questa politica si è rivelata problematica e le autorità stanno lavorando su una modifica al regolamento.

In termini di prezzi, Marnix non è d’accordo sul fatto che i prezzi degli affitti siano folli. “Non intendo dire che non siano molti soldi, ma in termini di percentuali non è un investimento così grande. Ad esempio, se un proprietario possiede una casa che vale 500.000 euro e fa pagare 800 euro per camera (esclusi elettricità, internet, acqua e gas), guadagna 19200 euro all’anno. Al netto delle imposte (costi VvE e tasse comunali) il reddito da una proprietà è di circa 15.000 euro. È all’incirca un rendimento del 3%. Nei Paesi Bassi, è necessario pagare circa l’1,5% di imposta patrimoniale ogni anno e così un proprietario rimane giusto con l’1% di “profitto”. Non è molto per la seccatura e il lavoro “.

Magdalena, anch’essa proprietaria nei Paesi Bassi, concorda con Marnix: “Sì, guadagniamo soldi affittando le nostre proprietà, ma tieni presente che si tratta di un lavoro come un altro, in un ambiente fortemente regolamentato, in cui gli inquilini hanno tanti diritti e la quota di profitto varia dallo 0,5% al ​​2% per gli investimenti Buy to Let ”.