Il Groenlinks si scaglia contro il governo: l’ultima rivelazione del quotidiano Trouw, che ha denunciato un generoso accordo tra l’esecutivo e Shell, a proposito delle tasse sui dividendi pagate dal colosso agli azionisti, riporta i riflettori sul “dividenbelasting”, la tassa sui dividendi che il governo -tra mille polemiche- intende abolire.

Secondo Trouw, la società ha dal 2005 evitato il pagamento dell’imposta, grazie ad una complessa costruzione fiscale che ruota intorno all’isola di Jersey, una delle “Channel islands”, ossia territori britannici a largo delle coste francesi dove non esiste tassazione sui capitali.

“Shell ha pagato circa 45 miliardi di euro in dividendi agli azionisti, e di questi  7 miliardi avrebbero dovuto finire nelle casse dello Stato olandese”.

Secondo Trouw, invece, il via libera del governo olandese alla fusione tra la filiale britannica e quella olandese della multinazionale, quotata sia a Londra che ad Amsterdam, ha accettato anche la clausola del pagamento dei dividendi agli azionisti attraverso l’isola di Jersey. Secondo Shell, questa costruzione sarebbe stata necessaria per vincere le resistenze degli azionisti alla fusione, poichè nel Regno Unito non esiste tassa sui dividendi mentre nei Paesi Bassi è attualmente fissata al 15%.

Furioso Jesse Klaver, leader del Groenlinks, secondo il quale questo accordo fiscale sarebbe vero e proprio “clientelismo politico”.

Rutte ha superato una mozione di sfiducia lo scorso aprile proprio sulla questione della tassa sui dividendi: Shell, infatti, sarebbe considerata l’artefice della proposta di abolizione.