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Trouw: il governo pensa di aver sbagliato i toni. Ma non sono solo quelli a non funzionare



Foto di 3D Animation Production Company da Pixabay

“La domanda se i Paesi Bassi possano e debbano essere solidali con gli altri paesi dell’Unione europea nell’attuale crisi si è purtroppo ridotta troppo al fatto che i Paesi Bassi debbano autorizzare gli Eurobond”, scrive il quotidiano Trouw, in un editoriale del 02 aprile. In pratica, dice il giornale di Amsterdam, il governo dovrebbe accettare che l’Europa entri nel mercato dei capitali per prendere in prestito denaro, al fine di attenuare i problemi economici degli Stati membri dell’Unione.

È un peccato che il discorso generale sia stato limitato solo a questo, scrive ancora Trouw, che dà la colpa al contributo dato dal governo olandese alla discussione, se quest’ultima è ferma -insomma- solo a quell’elemento. Per il ministro Wopke Hoekstra, prosegue l’editoriale, non sarebbe in discussione la posizione olandese ma solo i toni.

“Questo tono apparentemente sbagliato è alla base di una preoccupazione, comprensibile, ma allo stesso tempo completamente fuori luogo nelle attuali circostanze e alla luce dei bisogni dell’Europa”, si legge ancora. Per il Trouw, uno dei principali quotidiani olandesi, può accadere che “che alcuni Stati membri dell’UE preferiscano chiedere aiuto ad altri Stati piuttosto che affrontare la causa della loro scarsa capacità di indebitamento” ma visti i precedenti, in condizioni normali, quella richiesta d’aiuto dovrebbe essere accolta con diffidenza.

Tuttavia, prosegue il quotidiano, le condizioni attuali sono tutt’altro che normali: “La pandemia sta lasciando tracce devastanti nelle società e le economie si sono quasi fermate.” In tale contesto, l’affermazione del ministro sul voler vedere, prima degli interventi, la situazione contabile dei paesi “è completamente fuori luogo. Ed è ridicolo rammaricarsi solo per il tono”, quindi non per i contenuti.

La situazione attuale potrebbe richiedere un impegno dal quale gli Stati con economie più deboli potrebbero beneficiare più degli Stati con economie forti; per ora, prosegue il Trouw, i paesi hanno ancora spazio di manovra e la BCE si sta muovendo per non lasciarli soli. 

Ma è molto positivo che, al fine di dare sostanza alla solidarietà -conclude l’editoriale- il governo abbia ora preso l’iniziativa in un contesto UE cambiando posizione.






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