Peter van der Sluijs, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La storia del giovane Olaf Kemerink, espulso dal partito socialista SP perchè “troppo radicalizzato” ma “rientrato dalla finestra”, perchè eletto leader dalla giovanile dello stesso partito, è piuttosto singolare. I fatti: Olaf Kemerink è stato cacciato perchè il più ortodosso del partito più ortodosso d’Olanda ma è rientrato poco dopo perchè eletto dalla giovanile con la percentuale bulgara del 75%.

La motivazione ufficiale, scrive NOS, è l’appartenenza del giovane anche ad altre piattaforme marxiste. Il partito non ammette l’appartenenza a più partiti e questa sarebbe stata la motivazione ufficiale dell’allontanamento di Kemerink.

Ma nel documento, dice ancora la tv pubblica, è scritto chiaramente che i vertici dell’SP, che dopo le elezioni di marzo 2021 aspira ad entrare -per la prima volta nella sua storia- in una coalizione di governo, iscritti che aspirano ad “armare la popolazione per impegnarsi nella guerra civile”, non sarebbero tollerabili.

A sorpresa, però, si apre ora un altro fronte: la giovanile, con il 75% dei consensi, ha incoronato il giovane attivista nuovo leader. “Olaf era un candidato serio e sapevamo che c’era molto sostegno per lui”, avrebbe detto il leader uscente Arno Van der Veen. I membri dell’SP in questione hanno parlato di una caccia alle streghe per membri critici. Van der Veen: “Siamo rimasti sorpresi dalle accuse. Non c’è mai stata una proposta che si avvicinasse nemmeno a un colpo di stato o a una guerra civile”.

Ma la guerra non è finita con la presa del palazzo (quello giovanile): l’SP non riconosce l’elezione perchè  “qualcuno che non è membro dell’SP non può essere membro di ROD [l’associazione giovanile socialista n.d.r.]”. La scelta di un non membro come presidente “ha creato una situazione indesiderabile”.

L’SP e il RED sembrano essere in rotta di collisione l’uno con l’altro. Van der Veen: “È molto bello aprire un dialogo, ma sappiamo bene cosa pensiamo delle espulsioni.”