L’Università di Amsterdam (UvA) prevede di sperimentare una quota per limitare il numero di studenti internazionali dal prossimo anno accademico, dice NRC.

La misura, dice l’ateneo della capitale, sembra essere assolutamente necessario per fare in modo di dare chance agli studenti olandesi.

Psicologia e scienze politiche, dal prossimo anno accademico, saranno le prime a sperimentare la “quota nazionalista”, dice il quotidiano di Rotterdam.

Due terzi degli studenti di psicologia dell’UvA ora provengono dall’estero, ha detto il rettoe Ten Dam. “Stiamo raggiungendo il punto in cui gli studenti olandesi di Hoorn, Emmen e Amsterdam-West non possono seguire i corsi più gettonati perché gli studenti dall’estero li stanno superando in numero”, ha affermato.

Tuttavia, non è chiaro come l’ateneo implementerà questa norma: discriminare gli studenti sulla base della nazionalità è illegale. E la stessa cosa vale per gli studenti dell’Unione Europea ai quali non può essere negato il diritto di iscriversi ad un’università in NL: le leggi comunitarie non consentono agli atenei di limitare i diritti di cittadini di paesi come Italia, Francia, Germania o Polonia, per esempio.

Ma l’UvA non è sola in questo proposito: anche altri atenei vorrebbero introdurre quote e l’unico meccanismo considerato, forse, accettabile sul piano legale è quello di aumentare i corsi in olandese e ridurre quelli in inglese.

Durante l’estate, diverse università olandesi, tra cui l’Università di Utrecht, l’UvA e la Vrije Universiteit Amsterdam, avevano invitato gli studenti internazionali a cambiare i loro piani di studio se non avessero trovato un posto dove vivere entro agosto.