The Netherlands, an outsider's view.

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Troppi ricoveri Covid, ospedali olandesi sotto pressione: altre terapie non devono scendere sotto 80%

Il governo ha atteso che passasse il weekend, nella speranza che il numero di contagi si riducesse e che le misure adottate cominciassero a funzionare. Ma non è andata come sperato: il numero di nuovi contagi è aumentato notevolmente con 6.500 casi. Il primo a lanciare l’allarme, chiedendo -addirittura- l’introduzione di un lockdown totale è stato il presidente dell’Associazione olandese per la terapia intensiva, Diederik Gommers.

Stasera il governo annuncerà nuove misure, più restrittive, nella speranza di appiattire la curva e contenere la crescita esponenziale dei contagi. Ma il governo è contrario al lockdown e le nuove misure, da quanto trapela dai media olandesi più informati, saranno relativamente soft rispetto ai numeri.

Secondo la virologa Marion Koopmans, proprio come Gommers, membro del team di gestione delle infezioni, ad AD, ormai è difficile, se non impossibile, il tracciamento: i numeri sono troppo alti e il GGD non riesce a stare al passo. Prima di un livellamento della curva, non sarà possibile mettere in atto strategie credibili.

Rispetto alla prima ondata, il numero di decessi e di ricoveri in terapia intensiva è notevolmente inferiore, dice AD, ma l’attuale ricomparsa del virus sta causando gravi problemi in ambito sanitario: gli ospedali stanno riducendo il numero di prestazioni ordinarie e presto potrebbero raggiungere la soglia dell”80%, al di sotto della quale può essere compromesso lo stesso funzionamento delle strutture. Anche i malati di cancro che beneficiano di un farmaco sperimentale possono perdere quel trattamento, afferma Irene Dingemans della Federazione olandese delle organizzazioni di pazienti oncologici (NFK). Questo li priva della possibilità di avere un’aspettativa di vita più lunga, scrive ancora AD.

Gli ospedali del Brabante devono ora ridurre le cure regolari a tal punto da avvicinarsi a quel limite dell’80%, afferma Bart Berden, dirigente dell’ospedale Elisabeth Tweesteden e dell’ente regionale per le terapie acute del Brabante.