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Gli istituti di cura della salute mentale (GGZ) non sono più in grado di eliminare i lunghi tempi di attesa: Ruth Peetoom , dirigente presso il dipartimento che coordina gli istituti di cura ha lanciato l’allarme sabato sul quotidiano  Trouw e ammette che il settore non è in grado di risolvere il problema in modo indipendente, dice NU.nl

Gli operatori sanitari in precedenza avevano l’impressione che le lunghe liste d’attesa potessero essere smaltite ad un certo punto ma le iniziative prese non hanno prodotto grandi risultati: la situazione è diventata “terribile” a causa della pandemia e ora è del tutto ingestibile.

Sono ormai quasi 30mila le persone che aspettano sostegno psicologico più lungo di quanto consentito dai cosiddetti standard Treeknormen, secondo gli ultimi dati dell’Autorità sanitaria olandese (NZa).

I dati più recenti mostrano che c’è anche una crescente domanda di aiuto psicologico: ad esempio, molti più giovani (15%) si sono rivolti alla psichiatria giovanile, dove a volte le liste d’attesa possono essere di mesi. Anche il numero di adulti che necessitano di aiuto psicologico è tornato al suo livello precedente dopo un piccolo calo durante la crisi Covid.

L’assistenza sanitaria nel comparto salute mentale lotta anche con problemi di personale: manca personale e circa 3.000 dipendenti sono ora in congedo per malattia a lungo termine.