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Doccia fredda per il presidente kosovaro Hashim Thaci: la procura presso il Tribunale speciale per il Kosovo, una Corte istituita per giudicare i crimini di guerra nel periodo 1998-1999 e con sede a Den Haag, ha formulato una richiesta di condanna per crimini di guerra. Secondo l’accusa, Thaci e altri nove “sono penalmente responsabili di quasi 100 omicidi”, torture e sparizioni forzate, ha affermato il procuratore.

Le persone decedute sarebbero di diverse etnie, inclusi kosovari albanesi, rom e serbi.

Le accuse, prima di essere mosse formalmente in aula, richiederanno una conferma da parte di un giudice. “L’accusa è solo un’accusa”, si legge in un comunicato della Corte ma la necessità di pubblicare il comunicato stampa, scrive il Tribunale, è dovuta a pressioni e ostacoli posti da Thaci e un altro degli accusati, il politico kosovaro Kadri Veseli che stando a Den Haag avrebbero tentato in ogni modo di ostruire le attività della Corte.

Un giudice pre-processuale ora ha sei mesi per decidere se il tribunale emetterà accuse.

“Intraprendendo queste azioni, THAÇI e VESELI hanno messo i loro interessi personali davanti a quelli delle vittime dei loro crimini, allo stato di diritto e a tutto il popolo del Kosovo”, conclude il comunicato.