Il Tribunale speciale per il Kosovo (KSC), con sede (anche) a l’Aja, garantisce un avvocato d’ufficio solo agli imputati che possono dimostrare di non avere i mezzi per pagarsi il proprio avvocato. Ma il sistema del Kosovo stesso è molto meno trasparente e preoccupano eventuali abusi.

Rrustem Mustafa è uno degli oltre cento ex guerriglieri Kosovari convocati dai procuratori per alcune indagini sul loro ruolo nella guerra del 1998 – 99. Mustafa, in particolare, non è riuscito a convincere le KSC del fatto che aveva le carte in regola per ottenere un avvocato d’ufficio. 

La sua richiesta per ottenere il risarcimento di tutte le spese giudiziarie, è stata rigettata dalla cosiddetta “corte speciale”, istituita per processare i combattenti del KLA (l’esercito di liberazione del Kosovo) per i crimini commessi tra il 1998 e il 2000, cioè prima e dopo la guerra del Kosovo.

Mustafa, tuttavia, non ha dichiarato se, dall’altra parte, il Kosovo abbia accettato di rimborsare le sue spese giudiziarie.

Il Tribunale per il Kosovo, che deve ancora iniziare i processi, garantisce assistenza giuridica a tutti i sospettati e imputati che possano dimostrare di non avere altri mezzi per coprire le spese, e applicano procedure rigorose per quanto riguarda i documenti richiesti.

“Come avviene in molte altre giurisdizioni, se un sospettato o una persona sotto accusa richiede aiuti legali da parte delle KSC, egli deve completare una dichiarazione dei redditi. In questo modo, egli dà documenti ufficiali e affidabili riguardanti le sue disponibilità finanziarie e il suo patrimonio. La difesa quindi, grazie a questi documenti, decide se la persona in questione può permettersi o meno un avvocato,” ha spiegato Angela Griep, portavoce delle Camere speciali, a BIRN.

“Questo procedimento permette all’Ufficio della Difesa di valutare di quali mezzi la persona disponga per pagare un avvocato e di raccomandare, se necessario, un avvocato d’ufficio. Se però il soggetto in questione non è in grado di fornire tutte le informazioni richieste, o se ne fornisce di false, l’assistenza legale può essere negata,” ha aggiunto la Griep.

Le informazioni richieste includono gli estratti conto bancari di tutti i conti del richiedente, i rendiconti delle carte di credito e di debito, i dati di proprietà private o beni immobili, informazioni su titoli azionari, obbligazioni, investimenti e, infine, su debiti e spese.

A differenza delle KSC, il Kosovo garantisce assistenza finanziaria e supporto legale a tutti coloro che vengono processati dal Tribunale speciale. Nello specifico, non obbliga i richiedenti a presentare alcun documento ufficiale che attesti le loro disponibilità finanziarie.

Quest’anno in Kosovo 20 milioni del budget statale sono stati stanziati per offrire supporto finanziario agli imputati per crimini di guerra. “Anche se è previsto che questi soldi siano spesi, non è detto che ciò succederà. Se non saranno spesi, verrano stanziati nuovamente per il prossimo anno,” ha dichiarato per iscritto a BIRN il Ministro della Giustizia Kosovaro. 

Nonostante i processi non siano ancora iniziati, molti sospettati sono stati già convocati per essere interrogati dai PM. Tra gli indagati risulta anche il Presidente Hashim Thaci, che è stato chiamato a l’Aja a luglio.

Secondo BIRN, la corte del l’Aja avrebbe stabilito le spese legali a 100 euro l’ora, indipendentemente dal luogo di provenienza dell’avvocato. Se uno dei sospettati convocati  dimostrerà di non avere le disponibilità economiche per coprire le spese di viaggio e alloggio, la Corte provvederà a saldare l’importo. “Secondo questo schema, ci sono abbastanza fondi per garantire una difesa adeguata sia a imputati che a vittime,” ha detto A. Griep.

Il Ministro della Giustizia del Kosovo, dall’altra parte, ha deciso di usare un approccio più complesso. 

“I pagamenti saranno fatti combinando le tariffe scelte dall’ordine degli avvocati del Kosovo e dagli avvocati in Olanda, le tariffe dello Stato da cui proviene l’avvocato e, infine, le tariffe stabilite dal Tribunale speciale,” ha spiegato.

Inoltre, tutti coloro che sono sotto processo, se assolti, verranno risarciti per i giorni spesi in custodia e per qualsiasi danno materiale o psicologico causato dalla situazione.

Arianit Koci è un avvocato Kosovaro che ha rappresentato alcuni membri del KLA convocati a l’Aja, tra cui Rrustem Mustafa. Egli ha affermato che, per evitare problemi, le autorità del Kosovo dovrebbero seguire l’esempio del Tribunale e stabilire delle tariffe uniformi per gli avvocati.

“Lasciare queste informazioni confidenziali e poco trasparenti, dà spazio ad abusi di denaro pubblico,” ha detto.

Ma il Ministro ha detto a BIRN che non può “rendere pubblici documenti relativi all’implementazione della legge sulla Protezione Legale e sul Supporto Finanziario per Potenziali Accusati in Processi al Tribunale Speciale per il Kosovo, dal momento che i documenti in questione sono riservati, su decisione – datata 31 gennaio 2019 – del Primo Ministro.”

L’anno scorso, il Ministro della Giustizia ha messo sotto contratto due studi legali, uno americano e uno inglese, per una spesa totale di 400 000 euro. Il compito dei due studi legali è quello di dare “consulenze legali sulla stesura e sullo sviluppo di una posizione legale ufficiale del Kosovo” nei confronti del Tribunale speciale, spieg BIRN.

Ogni anno, il Kosovo mette da parte dai tre ai quattro milioni di euro per pagare le spese legali in processi nazionali a chi non può permettersele. Tuttavia, secondo il Consiglio Giudiziario del Kosovo, questi soldi non sono abbastanza. 

Ehat Miftaraj, direttore del Kosovo Law Institute di Pristina, ha detto che il Tribunale speciale per il Kosovo, garantendo aiuti legali a coloro che non hanno disponibilità economiche, sta rispettando i principi internazionali.

Al contrario, il governo del Kosovo sta raddoppiando i suoi aiuti, offrendo quindi “privilegi ad una certa categoria di persone”, sostiene Miftaraj.

“Pagando un gruppo di persone accusate dal Tribunale e fallendo nel sostenere altri cittadini imputati in corti nazionali, il Kosovo sta violando il principio di uguaglianza davanti alla legge.

Come le altre corti internazionali, il Tribunale speciale per il Kosovo non paga le spese di viaggio per i familiari degli accusati che vogliono visitarli.

Il Ministro della Giustizia del Kosovo, al contrario, propone di pagare le spese di viaggio per i familiari stretti e i partner degli imputati. Egli ha stabilito che ogni accusato può essere visitato da massimo 12 parenti all’anno.

Per ogni visita, le spese di viaggio saranno pagate al massimo da tre persone, conclude BIRN. Il numero di visite è illimitato.