La Corte internazionale di Giustizia dell’Aia (ICJ) massimo organo giurisdizionale ONU si è pronunciata di recente in favore della compagnia petrolifera Chevron nella disputa con la Repubblica dell’Ecuador,  confermando la decisione presa nel 2018 dalla Corte permanente di Arbitrato, altro organo giurisdizionale di base a Den Haag.

La decisione si poggia sulla scoperta che la sentenza emessa dal tribunale nazionale ecuadoriano che condannava Chvron a 9 miliardi e mezzo di dollari di risarcimento è stata ottenuta corrompendo gli avvocati e il giudice. Per questo giudizio, la sentenza è inappellabile secondo il diritto internazionale. Anche le accuse di danni ambientali sono state rigettate: secondo il tribunale del l’Aia, la società controllata da Chevron aveva pattuito un programma di bonifiche approvato dallo stesso governo ecuadoriano.

La Corte ha rigettato anche i tentativi della Repubblica dell’Ecuador di archiviare il caso, facendo notare che il carattere fraudolento della sentenza sul Lago Agrio e dei procedimenti precedenti segnalano dei punti in comune fra le parti. Il tribunale ha stabilito che la corte d’arbitrato ha lavorato all’interno delle sue competenze e che la sentenza è coerente.

Secondo la Corte gli ordini del tribunale internazionale hanno cercato da subito di rimuovere le conseguenze del giudizio fraudolento. “Dato che nessuno dei motivi portati avanti dall’Ecuador sussiste, le accuse vengono respinte”.

Questa sentenza si accoda a decisioni di altri tribunali in Argentina, Brasile, Canada, Gibilterra e Stati Uniti. Tutti hanno rigettato il giudizio fraudolento dell’Ecuador contro Chevron e la stessa Quito è stata costretta ad ammettere irregolarità nel giudizio.

Attualmente è in atto la fase finale della disputa: la compagnia petrolifera vuole ottenere dall’Ecuador un risarcimento delle spese legali.