Le organizzazioni ambientaliste non intendono dare al governo alcun margine di manovra nella consultazione sulla riduzione delle emissioni in corso, guidata dal negoziatore istituzionale  Johan Remkes, dice NOS.

All’inizio di questo mese, l’organizzazione di boeren LTO, tra gli altri, si è seduta al tavolo con Remkes chiedendo all’esecutivo un rilassamento dei piani.

Milieudefensie, tuttavia, è categorica: nessun aggiustamento. Il presidente di MOB Johan Vollenbroek dice a NOS: “Gli allevamenti devono semplicemente essere ridotti, un gran numero di agricoltori deve cambiare lavoro e quelli che rimangono devono passare ad un sistema sostenibile. Non ci sono alternative”.

Anche Greenpeace, World Wildlife Fund, Natuur en Milieu e Natuurmonumenten hanno precedentemente affermato a Nieuwsuur che gli obiettivi non possono essere oggetto di compromesso. “Veniamo a discutere di transizione, ma non siamo seduti al tavolo del compromesso”, ha affermato il direttore di Greenpeace Andy Palmen.

MOB ovviamente non ha strumenti coercitivi; il governo alla fine dovrà prendere la decisione. Ma MOB e un certo numero di altre organizzazioni  hanno un importante mezzo di pressione: le cause legali. Negli ultimi anni ne hanno istruite  centinaia e molto spesso i giudici hanno dato loro ragione.

È proprio a causa di queste cause che ora devono essere prese decisioni e il governo deve fare scelte dolorose. Solo se nei prossimi decenni verrà emesso meno azoto, la natura sarà in grado di riequilibrare i suoi cicli e allora potranno essere rilasciate anche altre licenze edilizie, dice NOS.

I piani del governo sono ambiziosi: emissioni di azoto ridotte a metà entro il 2030. Per gli ambientalisti non è abbastanza ma certamente un inizio. Inoltre, c’è poca fiducia nel governo: il timore è che i piani non vengano poi effettivamente implementati.