ABN Amro, l’Università di Amsterdam (UvA) e l’Ispettorato degli affari sociali e dell’occupazione (SZW) hanno sviluppato un nuovo metodo che utilizza i “big data”, per tracciare con successo operazioni collegate con la tratta di esseri umani, scrive Trouw. Attraverso i dati finanziari in possesso di una banca, come i trasferimenti, potrebbero essere individuabili segnali di sfruttamento della prostituzione.

“Fino a poco tempo fa, eravamo dipendenti da indagini e ispezioni”, afferma Steef de Vries dell’ispettorato SZW al Trouw. “Dato che il traffico e lo sfruttamento coinvolgono transazioni finanziarie, puoi scoprire gli abusi osservando le movimentazioni sui conti correnti.”

È prassi che le banche forniscano informazioni quando indagano sulla tratta di esseri umani ma in questo caso avviene il contrario: gli istituti, con l’utilizzo di un algoritmo, danno attivamente la caccia a operazioni riconducibili allo sfruttamento.

Secondo le stime, la tratta di esseri umani è la più grande industria criminale dopo il traffico di droga. Le vittime provengono spesso da gruppi vulnerabili.