Per ora l’Olanda non dovrà accelerare le procedure di trasferimento dei richiedenti asilo dagli affollati campi in Grecia: a sostenerlo è una sentenza del tribunale che ha dato torto al gruppo We Gaan Ze Halen (Andiamo a prenderli) che aveva citato la Stato olandese, dice AD.

Secondo il collettivo, l’Olanda sta accogliendo pochi richiedenti asilo provenienti dalla Grecia; per la corte, l’Olanda ha tempo fino a settembre per rispettare i suoi impegni con l’UE. Nel settembre 2015 i paesi dell’Unione si sono impegnati a ricevere 160 mila richiedenti asilo dalla Grecia e dall’Italia e distribuirli in Europa nel giro di due anni. L’obiettivo è quello di alleviare la pressione sui campi profughi sovraffollati in quei paesi. A fine febbraio, però, erano appena 13 mila i richiedenti asilo effettivamente accolti, Secondo l’organizzazione europea in materia di asilo l’UESA, l’Olanda ha consentito l’arrivo di meno di 1500 rifugiati.

Il gruppo di attivisti pensa che i Paesi Bassi stia facendo troppo poco. “La gente sta morendo in condizioni spaventose nei campi sovraffollati in Grecia”, dice l’avvocato Adriaan Stoop in rappresentanza del gruppo. “Le persone sono morte di freddo questo inverno mentre il nostro sottosegretario alla giustizia continua a ripetere: stiamo facendo quello che dobbiamo fare”, ha detto l’avvocato. “Non è abbastanza . I numeri devono andare su. ci sono 60 mila persone intrappolate in Grecia.” Il gruppo vuole che i Paesi Bassi prenda in carico 7 mila richiedenti asilo provenienti dalla Grecia entro settembre.

L’avvocatura dello Stato ha sostenuto che l’Olanda, con 100 richiedenti asilo al mese, sta adempiendo ai suoi impegni: il numero non è fisso, avrebbero detto i legali dello Stato olandese, ma una percentuale del totale. Quindi il governo si sta comportando correttamente. L’avvocatura avrebbe contestato tanto i numeri quanto l’oggetto: secondo il governo, infatti, sono appena 24mila i rifugiati nei campi greci con possibilità di ottenere lo status; tutti gli altri dovrebbero essere rimandati in Turchia come previsto dall’accordo stretto tra UE e governo di Ankara nel 2016.

La corte, in realtà, non ha respinto nel merito la richiesta degli attivisti: secondo i giudici, sul piano umanitario, l’Olanda dovrebbe fare di più ma ha hanno aggiunto nella sentenza, non spetta ad un tribunale civile ma alla politica decidere.

L’avvocato che rappresenta We Gaan Ze Halen ha annunciato ricorso.