Sono oltre 6.000 le persone in Olanda vittime ogni anno della tratta di esseri umani ogni anno, due terzi delle quali intrappolate nel racket della prostituzione. A sostenerlo è un rapporto dell’osservatorio nazionale sulla tratta degli esseri umani.

Le ragazze olandesi sarebbero il gruppo più ampio di vittime, ben 1320 ogni anno, ma il loro sfruttamento sarebbe percepito con minore intensità dall’opinione pubblica e per questa ragione finiscono per ricevere minore protezione.

È la prima volta che l’organizzazione olandese pubblica un rapporto sul numero di vittime nei Paesi Bassi, nazione considerata da sempre uno snodo centrale per il traffico di esseri umani. Il rapporto è stato realizzato in collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite sulle droghe e sul crimine (UNODC).

Circa il 46% dei casi riguarda coercizione nel mercato nazionale del sesso mentre un ulteriore 21% sarebbe derivante dalla tratta transfrontaliera di donne destinate alla prostituzione. Altre aree di sfruttamento includono il lavoro forzato e l’attività criminale forzata.

Una vittima su sei è maschile, di cui oltre il 50% è stato portato in Olanda e costretto a lavorare o ad unirsi ad organizzazioni criminali, dice il rapporto.

Secondo le stime, il numero totale di vittime della tratta di esseri umani sarebbe sei volte maggiore rispetto a quello effettivamente rilevato: ‘Il traffico di esseri umani non è in declino. Ora sappiamo che il numero delle vittime è di circa 6.250 all’anno e ciò significa che un numero crescente di casi non è sotto i radar’, ha detto  ad NRC Corinne Dettmeijer, responsabile nazionale dell’ufficio contro la tratta.

Le difficoltà nelle indagini e il calo di priorità nell’agenda delle forze dell’ordine, concentrate soprattutto nella lotta al terrorismo, hanno finito per spingere nel sommerso la questione del traffico di persone.