Una delle forze trainanti del referendum dello scorso aprile sul trattato UE con l’Ucraina, ha lanciato in questi giorni una campagna contro i partiti politici che, a detta loro, starebbero ignorando l’esito delle urne.

GeenPeil, comitato legato al blog populista GeenStijl, dice che il governo sta prendendo troppo tempo per decidere coma affrontare l’esito del voto; il comitato si prepara, allora, a lanciare un’offensiva di ‘primavera’ in vista delle elezioni generali di marzo.

La campagna consiste nell’esortare la gente a non votare per VVD, PvdA o altri partiti ritenuti ‘complici’ nell’ignorare l’esito della consultazione; dei veri e propri ‘traditori della democrazia’. Il governo ha avuto 202 giorni dal voto per decidere cosa fare e la sua incapacità di rispettare l’esito del referendum e respingere il trattato è ‘arroganza amministrativa,’ dice il comitato

Mark Rutte ha chiesto, nuovamente, un rinvio alla Tweede Kamer per cercare una soluzione al problema: ratificare il trattato senza perdere consensi. Il premier ha fatto sapere che si pronuncerà in via definitiva non prima di dicembre.

Anche se il risultato è solo parzialmente vincolante per il governo, il premier ha detto che vuole rendere giustizia al risultato.

Nel frattempo, due volti di spicco del ‘no’ correranno alle prossime elezioni: il giornalista Jan Roos, che è stato uno dei protagonisti di GeenStijl, sarà capolista della formazione di destra VNL (Voor Nederland) e eThierry Baudet, un filosofo conservatore ed euroscettico, che si è battuto per il no con il suo Forum voor Democratie, intende candidarsi.