The Netherlands, an outsider's view.

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Tracciamento dei contatti: 10 focolai di coronavirus individuati ad Amsterdam

Il servizio sanitario GGD Amsterdam-Amstelland è riuscito ad individuare e bloccare almeno 10 nuovi focolai di coronavirus nella regione di Amsterdam attraverso l’identificazione della persona infetta e il tracciamento dei suoi contatti. Lo ha detto Anja Schreijer, direttrice del dipartimento delle malattie infettive generali, a Het Parool.

Quando una persona risulta positiva al coronavirus, un “investigatore GGD” la chiama per sapere con quali persone ha avuto un contatto ravvicinato – a meno di 1.5 metri e per più di 15 minuti – nei due giorni prima e dopo l’inizio dei sintomi. L’investigatore quindi contatta queste persone tre volte – nel giorno della diagnosi, 7 e 14 giorni dopo – per comunicargli che sono a rischio, che devono sottoporsi a quarantena e che devono fare il test nel caso mostrino sintomi. Tutto questo lavoro dura circa 8 ore per ogni nuova diagnosi di coronavirus.

Nonostante questo sia un metodo alquanto laborioso, sta dando i suoi frutti, scrive il portale di Amsterdam. Secondo Anja Schreijer i casi stanno aumentando più lentamente di quanto avverrebbe senza il tracciamento dei contatti. Per ora il servizio sanitario GGD ha bloccato 10 nuovi focolai: circa un quarto dei nuovi infetti sono persone che sono state trovate tramite il tracciamento dei contatti. Questa tecnica, combinata alle altre norme anti coronavirus, come la limitazione della vendita di alcool durante il weekend nella città, potrebbe evitare un nuovo lockdown.

Tuttavia, GGD non ha poteri che vadano oltre l’informazione: secondo uno studio recente, ben il 60% delle persone che presentano sintomi continuano a vedere amici e parenti e  quasi il 50% continua ad andare a lavorare. Inoltre, solo il 19% delle persone che hanno i sintomi si sottopongono al tampone.