The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Tra Marocco e Belgio: Ouachen porta “Diversità in scena”

Il regista e attore alla ricerca di un ponte culturale tra i due paesi

Il fatto di avere un background da immigrato ha cambiato il ritmo della sua vita e della carriera artistica, passando dal teatro al cinema. Per decenni, Mohamed Ouachen si è battuto per fare della diversità il centro del suo lavoro a Bruxelles.

L’artista belga-marocchino, nato a Charleroi e cresciuto in una famiglia con due fratelli e quattro sorelle, si è fatto strada nel campo del teatro fin dagli anni Ottanta, quando la questione migratoria era al centro di dibattiti e controversie.

Ci sono due tipi di cinema: uno che smentisce i pregiudizi e un altro che studia le emozioni umane che vuole evocare” afferma Mohamed Ouachen in merito alla situazione degli artisti immigrati in Belgio.

Afferma ciò senza cedere al disfattismo, soprattutto perché ha contribuito alla creazione di una vera e propria corrente artistica a Bruxelles, in risposta alle tensioni che si sentivano anche nelle istituzioni.

 

Proveniente da una famiglia non composta di artisti, Mohamed Ouachen ha scoperto la vocazione per il teatro al liceo. “Con un amico, ho partecipato a un laboratorio teatrale e mi è piaciuto molto. L’anno dopo mi sono iscritto alle lezioni di teatro all’Accademia di Bruxelles”, spiega. L’artista belga-marocchino da allora in poi spende la sua carriera a contatto con i più grandi registi belgi.

Nel 1994 esordisce nel cinema e realizza il suo primo cortometraggio, “Saïd“. Il film racconta la storia di un marocchino che è venuto in Belgio negli anni ’90, su invito dei cugini. Contrariamente agli stereotipi, il protagonista è laureato e padroneggia il francese, mentre i suoi parenti a Bruxelles sono ancora fortemente influenzati dalla loro cultura d’origine.

Questa storia è fortemente ispirata alla vita del regista. “Quando andavo in vacanza in Marocco nella zona dei miei genitori, vicino a Imintanout, o altrove, come a Casablanca, incontravo giovani con un alto livello di istruzione, ed è per questo che ho cercato di decostruire i comuni pregiudizi secondo cui gli immigrati a Bruxelles sarebbero stati scarsamente istruiti“, spiega Mohamed Ouachen.

Apprezzata ovunque, quest’opera è stata premiata nel 1997 con il primo premio nazionale del cortometraggio.

Poco dopo, Mohamed Ouachen è stato presentato alla troupe Babylone di Bruxelles, per la quale ha iniziato a collaborare come videograher. “Mentre lavoravo a uno dei suoi spettacoli, il regista mi ha chiesto di interpretare un ruolo. Questo è il primo pezzo prodotto in un ambiente professionale in cui ho ricevuto il mio primo stipendio come attore e da allora il team ha iniziato a chiamarmi per ruoli importanti”, ha dichiarato con orgoglio.

Dagli anni ’90 in poi, Ouachen ha acquisito una crescente visibilità mediatica e artistica. Quando incontra giovani talenti, sa quanto sia difficile per molti immigrati potersi esibire con le maggiori istituzioni culturali o partecipare a grandi imprese. “Avendo avuto l’opportunità di farlo, ho voluto creare una piattaforma che riunisse autori della vita artistica di Bruxelles e figure culturali immigrate non molto famose, da lì è nata Diversità in scena.

Il suo obiettivo è quello di dare visibilità agli artisti marocchini in Belgio; a questo proposito, Mohamed ha prodotto una serie e progetto per lee televisioni marocchine per ampliare le produzioni e per rivolgerle ai marocchini di tutto il mondo”, ha affermato.

In Belgio, l’artista sta preparando le assemblee generali della diversità previste per ottobre 2020. Il suo obiettivo è quello di proporre una panoramica generale della diversità sulla scena culturale. “Invece di ascoltare i politici, l’idea sarà quella di far parlare di artisti, attori culturali e ricercatori in un approccio pedagogico che si tradurrà in proposte alle istituzioni interessate”.