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Tra conflitto di interessi e abuso di privilegio: Siria rimprovera parzialità dell’Olanda

I Paesi Bassi hanno recentemente annunciato la loro decisione di accusare il governo siriano. Ritenendolo responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. “Il regime di Assad ha commesso ripetutamente crimini orribili. Le prove sono schiaccianti, per cui devono esserci delle conseguenze”, ha affermato il ministro degli Affari Esteri, Stef Blok.

Con una nota diplomatica, i Paesi Bassi invitano il governo di Damasco ad avviare i negoziati. Il governo siriano però non l’ha accolta bene, rimproverando all’Olanda di abusare del privilegio di ospitare un cospicuo numero di organizzazioni rilevanti a livello internazionale.

“Il governo olandese è determinato a utilizzare la Corte internazionale di Giustizia (ICJ) per servire i programmi politici del suo padrone americano” ha dichiarato una fonte del Ministero degli Esteri siriani all’agenzia stampa SANA. La fonte accusa i Paesi Bassi di aver violato i propri obblighi e impegni in quanto sede statale di un organizzazione internazionale. 

É da diversi anni che il governo olandese tenta di ottenere giustizia. I suoi tentativi di deferire gli alti funzionari del governo siriano alla Corte Penale Internazionale, con sede all’Aia, sono stati però impossibilitati dai veti cinesi e russi nel maggio del 2014.

Qualora non fosse possibile raggiungere un accordo, il governo olandese ha precisato che intende sottoporre il caso ad un tribunale internazionale. Probabilmente si tratta della Corte internazionale di Giustizia, sempre con sede all’Aia.

A differenza della Corte penale internazionale (ICC), che si occupa di casi contro individui, mentre la Corte internazionale di giustizia (ICJ) si occupa di controversie tra Stati membri delle Nazioni unite e violazioni dei trattati delle Nazioni Unite. Nel 2004 la Siria ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.  E il governo olandese intende concentrare l’azione legale su presunte violazioni proprio di quel trattato.

Nel frattempo, in Germania..

Nel frattempo, in Germania, è in corso un processo per un’unità dell’Intelligence siriana, accusata di incarcerazione, tortura e uccisione di numerosi attivisti durante le rivolte della guerra civile. Sono coinvolti nel processo Anwar Raslan ed Eyad al-Gharib, funzionari dell’Intelligence che erano fuggiti dalla Siria, chiedendo asilo alla Germania, prima che fossero arrestati e processati dalle autorità locali lo scorso aprile.

Raslan è accusato di crimini contro l’umanità, stupro, aggressione sessuale aggravata e 58 omicidi. Gharib, che era un funzionario di rango inferiore, è accusato di 30 casi di assistenza alla tortura e all’omicidio.

I paesi dell’Unione Europea, guidati dagli Stati Uniti hanno a lungo accusato Damasco di aver commesso gravi violazioni dei dritti umani. Sono state imposte severe sanzioni economiche, tra cui il Caesar Act, emanato da Washington a giugno. Un’azione concertata però continua ad essere bloccata da profonde divisioni di interessi tra le nazioni. La repressione brutale delle proteste anti-governative, iniziate nel 2011, ha causato milioni di sfollati, lasciando più di 380.000 vittime.