di Miriam Viscusi

 

La speranza di un altro mondo possibile è il motore dei movimenti antagonisti di tutto il mondo. Ma come far sì che un’altra storia sia possibile? La domanda è il fulcro del documentario made in Cipro “Tongue“, di Panagiotis Achniotis e Andreas Anastasiadis. I due hanno raccontato a 31mag la genesi del film e ci hanno spiegato la situazione attuale della sinistra nel Paese, esistente ma oscurata dal complesso reticolo del conflitto etno-nazionalista degli ultimi quarant’anni.

Partendo dalla storia di Costis, noto personaggio della sinistra cipriota, Tongue intreccia il personale e il politico, il passato e il presente, per raccontare la dinamica dei movimenti sociali di sinistra a Cipro. “Se prendi la questione cipriota, ci trovi tutto quello per cui la sinistra ha lottato nella storia: l’antimperialismo, la giustizia sociale, l’antimilitarismo, la resistenza contro i fascisti”, ci racconta Panos Achniotis, uno degli autori del documentario.

Negli anni ’70 Costis e altri, influenzati da esperienze straniere, decisero di fondare un movimento trotskista sull’isola. L’obiettivo principale era riunificare le due entità – greca e turca – in una federazione bicomunale.

Nel documentario si intrecciano notizie, immagini di repertorio, documenti personali e testimonianze, allo scopo di narrare la visione della questione cipriota dal punto di vista di sinistra di chi l’ha vissuta fin dalla nascita. “Abbiamo 28 anni, nel film lo diciamo perchè mette in luce la differenza tra chi è nato prima del ’74 e chi dopo“.

CREW MEMBERS: Andreas Anastasiades and Panos Achniotis – Direction and Video Editing

Born and raised in Lefkosia,…

Pubblicato da Tongue – A Documentary Film su Domenica 7 ottobre 2018

 

Divisione territoriale e politica

Il 1974 è l’anno chiave per capire la storia di Cipro. Con la fine del colonialismo britannico sull’isola e un decennio di tumulti, nel 1974 la parte nord del Paese venne invasa dall’esercito turco dopo un colpo di Stato-lampo sostenuto dalla Grecia. L’isola finì tagliata in due, con l’esercito turco che tutt’ora occupa il 37% dell’isola, la porzione a nord, e dove nel 1983 è stata fondata la “Repubblica turca di Cipro Nord”, TRNC, uno Stato riconosciuto solo dalla Turchia. A sud, invece, a maggioranza ellenofona, c’è il parlamento ufficiale e il governo riconosciuto dall’ONU e membro dell’UE. 

Questo è ancora lo stato dell’isola oggi, dopo un referendum -fallito – per tentare la riunificazione nel 2004 e altri colloqui andati a monte [l’ennesimo avrà luogo nei prossimi giorni in Svizzera n.d.r.].  Se cammini a Cipro sai che da qualunque parte arriverai in un punto dove non puoi proseguire, perchè ti trovi di fronte a un confine“, dice Panos. I ciprioti sono ormai abituati ai confini, e per loro non è un fatto eclatante. Allo stesso tempo, la divisione pervade ogni aspetto della vita pubblica, soprattutto la politica. In Parlamento, il posizionamento politico è determinato da quale atteggiamento si assume verso la questione cipriota. Generalmente, la sinistra tutta vuole una federazione bicomunale. La destra ellenica, invece, vorrebbe l’enosis, la riunificazione con la madre patria greca (mentre i turchi nazionalisti vorrebbero il taksim, la partizione, con il nord riconosciuto come un’entità turca).

Di United States Central Intelligence Agency – CIA World Factbook. Fonte Wikipedia

La questione cipriota vista da sinistra

La questione cipriota ha avuto un impatto sullo stesso sviluppo della cultura dell’isola, dice Panos: influenza anche la gestione delle risorse naturali, le scelte economiche, la produzione culturale e il modo di pensare la politica. “La cultura del machismo militarista diffuso degli ultimi quarant’anni, per esempio, ha consolidato le violenze di genere: di conseguenza il dibattito sul femminicidio è arretrato.”

“Riunificare Cipro è la raison d’etre della sinistra: siamo convinti che solo così potremo andare avanti come società”. Secondo la maggior parte dei movimenti sociali ciprioti, la divisione del Paese inibisce il progresso e favorisce le disuguaglianze sociali”, mentre le elite politiche approfittano della divisione e del continuo stato d’emergenza per mantenere i propri interessi, prosegue l’autore di Tongue.

Tuttavia è proprio quella raison d’etre ad essere minacciata. Le elezioni presidenziali dello scorso autunno nella Repubblica secessionista del nord, hanno portato alla vittoria Ersin Tatar, un nazionalista vicino al presidente turco Erdogan. Questa situazione rischia di rendere molto difficili, i già difficilissimi colloqui tra le due parti: la soluzione “Due Stati, due nazioni”, allontana la possibilità di un’opzione federale e la sinistra si trova così in grandi difficoltà nel tentativo di mettere al centro dell’agenda altre tematiche quali come l’ambiente e le politiche di accoglienza dei rifugiati. E il contrasto all’estrema destra.

“Noi chiamiamo fascisti quelli che aiutarono la Grecia nel colpo di Stato nel ’74, perseguitando cittadini di etnia turca e dissidenti politici di sinistra”, dice Panos che è greco-cipriota. “Oggi quella componente ha i suoi eredi nel partito ELAM (ΕΛΑΜ). “La nostra versione di Alba Dorata“.

Source: Tongue – A documentary film

La coscienza cipriota

Risolvere la questione cipriota è urgente anche per conservare il dialogo con la sinistra di Cipro settentrionale. “Con i turco-ciprioti ci sentiamo compagni, ma ormai viviamo due Paesi molto diversi e dobbiamo affrontare dei problemi differenti“, prosegue. Il rischio è che, con il passare del tempo, le società dei due Paesi si allontanino sempre di più e si indebolisca il legame fra le rispettive aree di sinistra.

“Per noi nella parte meridionale la priorità è continuare a esistere e portare avanti la lotta per l’unificazione”. E a proposito della Grecia, il rapporto è controverso. Atene è la metropoli: luogo da imitare, nelle pratiche e nelle ideologie, ma anche ciò che impedisce di emanciparsi dallo status di colonia. “Nessuno in Grecia, nemmeno la sinistra, si esprime sulla questione cipriota se non in termini nazionalistici contro il nemico turco“. Il partito comunista greco, per esempio, è esplicitamente contrario alla riunificazione.

Per i ciprioti del nord – sostenuti da un sindacato molto forte – la priorità è invece limitare l’influenza di Erdogan. Ognuno, insomma, ha la sua agenda nazionalista. Ma pochi hanno un’agenda comune.

Senza dubbio, se l’isola fosse unita, anche la sinistra sarebbe più forte, ripete Panos e gli fa eco Andreas Anastasiades, coautore di Tongue. La “coscienza cipriota“, cioè il rifiuto delle ideologie nazionaliste imposte da una parte o dall’altra, è la maggiore eredità di Costis. 

Exactly 30 years ago, in September 1988, Costis Achniotis’s seminal text titled “Cypriot Consciousness” was published in…

Pubblicato da Tongue – A Documentary Film su Domenica 16 settembre 2018

Tongue, il documentario

Costis Achniotis è morto nel 2017, anno di inizio delle riprese, ma Tongue non è la sua biografia. La scomparsa dell’attivista è invece un pretesto per parlare anche del presente, di cosa pensano le giovani generazioni e di come percepiscono la politica. “L’approccio mischia antropologia ed etnografia. E raccontiamo anche noi stessi”. La generazione di Panos e Andreas è quella che da un parte, comprende il valore  transnazionale della sinistra, dall’altra deve fare i conti con una divisione interna. “La Linea verde è sempre esistita, da quando siamo nati viviamo in un Paese diviso. Ma vogliamo immaginare esista un’alternativa.”

Il nome Tongue – lingua – ha molteplici significati. Rievoca una poesia di Adonis Floridis letta da adolescenti, sull’ansia politica di una divisione permanente e sull’utopia di una storia diversa.

Ma c’è anche un legame con la questione linguistica. A Cipro si parlano tante lingue, non solo greco e turco. Ce ne sono altre non ufficiali, come un turco-cipriota, un greco-cipriota e le lingue di altre minoranze presenti. Al momento di girare il film, l’uso della lingua cipriota è sembrata l’unica possibilità. “Rievocare una diversa comunità, anche linguistica, vuol dire evocare un’altra storia possibile, libera da disuguaglianze e divisioni”. In definitiva per i giovani di Cipro il motto -locale e globale – è “No borders, no nations“.

Il film è stato girato a intermittenza in circa due anni (“Ci trovavamo in città diverse”) e ha partecipato a due festival: il festival del documentario di Salonicco e quello di Lemesos. Ora è disponibile sulla piattaforma Soul Definition.