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Tommy Wieringa ad AD: nella vicenda di Dokkum la polizia e il governo non sono neutrali

Gli agenti che simpatizzano con dei teppisti, un vice-sindaco che vieta un corteo autorizzato, il ministro degli Interni che non condanna ma al contrario invita a reciproca comprensione: queste cose danneggiano la reputazione del governo centrale

pic source: Twitter

Lo scrittore Tommy Wieringa, nella sua rubrica sul quotidiano AD, critica l’atteggiamento delle forze dell’ordine olandesi nei confronti delle minoranze. L’episodio che lo ha lasciato più a disagio è il caso Mitch Henriquez: un uomo è stato ucciso solo per un comportamento stupido, scrive Wieringa.

Gli agenti, continua lo scrittore, avevano capito da subito che Henriquez non aveva un’arma con sè ma ciò nonostante hanno comunque praticato un ampio uso della forza. 

Sulla polizia di Den haag, sul razzismo istituzionalizzato e su un uso non proporzionale della violenza, si è già pronunciato l’Actiecomite Herstel Vertrouwen un Comitato per il ripristino della fiducia tra cittadini e polizia.

L’autore riflette sul sentimento diffuso tra gli olandesi con background nelle minoranze etniche: la polizia e il governo non mi rappresentano, pensano in molti.

“Violenze ingiustificata anche contro l’attivista Jerry Afriyie durante le proteste contro Zwarte Piet a Gouda nel 2014. In seguito, il giudice ha dichiarato che l’uomo era stato arrestato senza una ragione valida e che la brutalità della polizia era stata inutilmente applicata.”

“Sabato scorso quando tre autobus con manifestanti anti-Zwarte Piet sono stati bloccati sull’autostrada da una folla di residenti, la polizia si è comportata in modo tutt’altro che neutrale. La scrittrice Alma Mathijsen sedeva in uno di questi autobus e vedeva la polizia scherzare con gli uomini che bloccavano l’autostrada, ignorando i manifestanti.” prosegue l’autore.

“È ovvio che la simpatia degli agenti era con i teppisti che hanno chiuso l’autostrada e non hanno subito conseguenze per questo. La manifestazione a Dokkum è stata vietata perché i manifestanti sarebbero stati oggetto del lancio di fuochi d’artificio, dicono le indiscrezioni.

“Invece di difendere il diritto di manifestare da parte delle autorità locali con tutte le loro forze, ha vinto chi strilla di più”, scrive Wieringa.

“Gli agenti che simpatizzano con dei teppisti, un vice-sindaco che vieta un corteo autorizzato, il ministro degli Interni che non condanna ma al contrario invita a reciproca comprensione: queste cose danneggiano la reputazione del governo centrale. Nessuno riconosce gli stereotipi razzisti di Zwarte Piet o difende il diritto a manifestare.” Secondo lo scrittore il sentimento di frustrazione di una parte della popolazione, delle minoranze, viene alimentato da questi episodi.