The Netherlands, an outsider's view.

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LITERATURE

Tolleranza e identità: la letteratura olandese alla British Library di Londra

Una giornata per celebrare i principali autori contemporanei e discutere dei nuovi sviluppi della letteratura di lingua olandese



La campagna New Dutch Writing è arrivata alla British Library sabato 12 ottobre.

Martin Colthorpe di Modern Culture, insieme al team responsabile degli eventi della Biblioteca, ha organizzato una giornata all’insegna dei grandi nomi della letteratura, della società e della cultura olandese.

La New Dutch Writing è stata organizzato intorno a tre sezioni e incontri: Joris Luyendijk e Naema Tahir, Esther Gerritsen e Herman Koch, e Jeroen Olyslaegers e Bart van Es. Tolleranza, identità e appartenenza sono stati i temi oggetto di indagine.

Hanno preso parte all’evento quasi 70 persone, compresi gli alunni della Rainbow School – una scuola olandese di Londra – e gli studenti universitari del dipartimento olandese della UCL.

L’attuale letteratura olandese si è allontanata da una visione introspettiva, incentrata sulla propria identità e sulle relazioni familiari. Questo ha reso gli autori olandesi più vendibili all’estero. Oggi la letteratura olandese tratta temi globali, come l’immigrazione, il terrorismo, la globalizzazione e il cambiamento climatico.

Tra i relatori vi era Naema Tahir, nata da genitori pakistani che si sono trasferiti prima nel Regno Unito e poi nei Paesi Bassi. Lei stessa ha vissuto in tutto il mondo: Slough, Etten-Leur, Faisalabad (Punjab) – da dove provenivano originariamente i suoi genitori – Leiden, Lagos e Strasburgo. Avvocato per i diritti umani per il Consiglio d’Europa fino al marzo 2006, Tahir ha scritto diversi libri sull’immigrazione visti attraverso gli occhi dell’immigrato. Inglesi e olandesi si confondono su di lei, che non risponde a nessuno dei due stereotipi. Considera gli olandesi tolleranti, ma ritiene che accettino gli immigrati solo fino a un certo punto, mai completamente. Non pensa che siano davvero interessati al patrimonio culturale degli immigrati. Il suo ultimo lavoro è Feminisme en groepsculturen (Femminismo e culture di gruppo), un saggio del 2019 contenuto nel volume Wolf – Dertien essays over de vrouw.

 

Joris Luyendijk, scrittore e giornalista, condivide la stessa linea di pensiero. Ha vissuto all’estero per molti anni partecipando a diversi progetti. L’esempio più famoso è quello del suo blog sul Guardian sulla crisi finanziaria del 2008 nel Regno Unito e il successivo libro Swimming With Sharks. Luyendijk vede la “tolleranza” olandese come “indifferenza illuminata”, una convinzione che, finché gli immigrati si conformano completamente e diventano come gli olandesi, va tutto bene. Ciò è un retaggio del periodo coloniale in cui gli olandesi si consideravano il paese guida del mondo. Luyendijk vede sorgere problemi quando gli immigrati vivono secondo le proprie tradizioni e i propri valori, che a volte si scontrano con gli atteggiamenti liberali olandesi o con le tradizioni di lunga data.

Fra gli altri autori protagonisti della manifestazione vi era Esther Gerritsen che indaga il lato oscuro della psiche umana nel suo romanzo Roxy. Ha partecipato anche Jeroen Olyslaegers, autore di Will, un romanzo basato su eventi reali durante la guerra.

Era presente inoltre Bart van Es, vincitore nel 2019 del Costa Book Award con il suo libro The Cut-Out Girl. Si tratta della storia di Lien, una ragazza ebrea che ha perso tutta la sua famiglia durante la guerra. Una vita in fuga e allo stesso tempo alla ricerca delle proprie origini, perché come dichiara proprio la protagonista del libro: “Senza famiglia non hai memoria”.

Nonostante gli innumerevoli libri scritti sulla guerra, sia Van Es che Olyslaegers sono convinti che ci sono molte altre storie che hanno ancora bisogno di essere raccontate.

Simon Schama ha chiuso la giornata con un discorso appassionato su Rembrandt. Schama colloca Rembrandt esattamente nel momento di trasformazione della città di Amsterdam. La stessa passa da città quasi rurale a centro commerciale del mondo. Anche grazie a questa trasformazione Rembrandt è oggi uno dei principali esponenti della storia dell’arte.






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