Sarebbero algoritmi gli strumenti utilizzati dalle autorità locali per prevenire eventuali truffe nelle richieste di sussidi. A riportarlo è NRC lunedì.

Per proteggere il welfare diverse amministrazioni olandesi si servirebbero di algoritmi basati sui dati personali raccolti dai dipartimenti governativi. Lekstroom nella provincia di Utrecht, alcune zone dello Zeeland e un comune nella provincia Zuid-Holland, che vorebbe rimanere segreto, stanno già utilizzando il software mentre altri comuni prevedono di farlo a breve.

Ogni anno le autorità locali perdono milioni di euro a causa di richiesta fraudolenta di sussidi fraudolenti: ad esempio ci sono cittadini che si dichiarerebbero single per avere maggiori vantaggi economici. Del centinaio di possibili truffatori individuati dal software, la metà avrebbe effettivamente dichiarato il falso.

L’algoritmo è stato indirizzato a riconoscere le probabili truffe elaborando dati che intrecciano date di nascita, situazione familiare, precedenti dichiarazioni di reddito, informazioni dell’ufficio tasse, e dati circa la registrazione di automobili.

Per evitare che i dati raccolti siano soggetti a pregiudizi legati al background dei sospettati, o alla loro zona di residenza, i risultati vengono vagliati da un secondo sistema in grado di rilevare eventuali comportamenti insoliti.

L’Osservatorio Olandese Autoriteit Persoonsgevens ha dichiarato a NRC che non saprebbe ancora dire se il sistema confligga con la legislazione regolante la privacy. Sottolinea però che le persone individuate dal software, e quindi sottoposte al vaglio, devono essere informate anticipatamente.

Il prossimo mese entrerà in vigore la nuova direttiva europea sulla privacy. Questa impedirà che siano software a profilare i cittadini quando questo dovesse avere ripercussioni gravi sulle loro vite. Tuttavia difficilmente questo algoritmo subirà mutamenti essendo persone a decidere in ultimo la concessione di eventuali sussidi.