Lotta all’establishment e ai politici disonesti, recita il programma elettorale di FvD (Forum voor democratie) insieme a Denk una delle due nuove formazioni politiche entrate alla Tweede Kamer dopo il voto dello scorso mercoledi. Niente più e niente meno di ciò che Wilders ripete da oltre un decennio. “La gente è stufa delle bugie dell’establishment” ha ripetuto Thierry Baudet per i quasi due mesi di campagna elettorale, riuscendo alla fine ad agguantare due seggi in parlamento.

Un’impresa non da poco: nel processo di polarizzazione in corso nell’arena politica olandese, erano due le aree culturali che si contendevano il via libera per uno scranno alla Tweede kamer: il voto “multietnico” e quello “nazionalista-identitario”. A sinistra l’ha spuntata Denk, a destra Fvd che apre cosi le porte all’ascesa di quello, che in molti considerano, il “nuovo Wilders”.

Chi è Thierry Baudet? 34 anni, opinionista e accademico è considerato il volto di spicco dell'”alt-right” olandese, un ‘sovranista’ euroscettico che vede la società multietnica come fumo negli occhi e promette di combattere islam e immigrazione. La sua svolta politica è stato il celebre referendum sull’Ucraina: Forum voor Democratie era una delle organizzazioni che facevano parte del comitato elettorale Geenpeil; Baudet, insieme al giornalista Jan Roos (che ha mancato il traguardo del seggio) ottenne la vittoria alla consultazione nell’aprile dello scorso anno.

Dopo il referendum, il comitato Forum voor Democratie è stato trasformato in partito politico e ha puntato  a rappresentare una sponda olandese per le politiche della nuova destra americana e ad offrire al sempre più numeroso elettorato populista/euro-scettico un’alternativa nuova e più presentabile del PVV. Thierry Baudet ha 20 anni meno di Wilders, parla da intellettuale e rifiuta qualunque accostamento con la destra.

Come scrive Elsevier, FvD si collocherà al centro dell’emisfero parlamentare anche se le sue proposte non tradiscono l’orientamento della formazione. Tra teorie anti-elitiste, rifiuto della mediazione partitica a vantaggio della democrazia diretta, sovranità monetaria ed euro-scetticismo Baudet è riuscito a camuffare le tematiche populiste, diluendole in un prodotto rivolto alla classe media e non necessariamente all’elettorato di protesta a cui si rivolge Wilders. Oltre alla chiusura delle frontiere, FvD teorizza una “privatizzazione radicale” dello stato e l’abbandono del governo politico a vantaggio della tecnocrazia.