The Netherlands, an outsider's view.

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“The Sixties” al Tropenmuseum: un evento mondiale

Non solo l'Olanda, ma hippies, controculture e Black Power



di Carlotta Casamassima

Gli anni Sessanta, definiti “mitici” da molti, hanno certamente rappresentato il più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto. Un fenomeno mondiale che, dal 18 ottobre 2015 al 13 marzo 2016, è ospitato al Tropenmuseum di Amsterdam all’interno di una mostra, intitolata The Sixties – A Worldwide Happening, in cui si presenta al pubblico come il mondo di oggi sia stato costruito a partire dalle icone del passato.

La mostra ruota attorno alcuni temi caratteristici dell’epoca, sono mostrati cambiamenti avvenuti in tutto il mondo ed espressi attraverso moda, design, musica, architettura, fotografia e media.

Titia Zoeter, curatrice della mostra, ha rivelato a +31mag.nl alcune chicche: “È possibile ammirare diversi tipi di abiti, tra cui, per esempio, uno simile a quello indossato dalla regina d’Olanda”. Inoltre, è possibile ammirare i pantaloni indossati da Jimi Hendrix, il famoso Souper Dress di carta, realizzato prendendo ispirazione dal famosissimo design di Andy Warhol della zuppa Campbell.

Altri capi leggendari includono il Mondrian dress di Yves Saint Laurent, abiti “spaziali” disegnati da Pierre Cardin e Paco Rabanne, e una delle prime minigonne indossate da Mary Quant. Non mancano all’appello lavori di famosi fotografi come Richard Avedon, Leonard Freed, James Barnor and Malick Sidibé. Un tuffo indietro nel tempo attraverso immagini, musica, e design tipicamente Anni Sessanta.

Nonostante il 2015 abbia rappresentato il cinquantesimo anniversario del movimento Provo olandese, Zoeter tiene a precisare che l’intento della mostra, non a caso ospitata da un museo di antropologia, è di “rivelare non solo gli Anni Sessanta olandesi, ma un fenomeno che si è propagato in tutto il mondo. Prendiamo la gara per la conquista della Luna, non ha solo coinvolto paesi come Russia e Stati Uniti ma anche Libano e Zambia!”

Uno happening globale, insomma, quello degli Anni Sessanta così come rappresentati al Tropenmuseum, che ha influenzato giovani generazioni di tutto il mondo e catalizzato una globalizzazione culturale ancora oggi in divenire.

 






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