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The Body Shop copia Rituals, il giudice in Olanda condanna la catena

Photo: Gmaps

The Body Shop ha perso una causa con Rituals per una gamma di prodotti per la cura della pelle. Ora The Body Shop in Olanda deve persino risarcire il danno, scrive RTL  Questa è quanto emerge da una sentenza del tribunale dell’Aia resa pubblica di recente. “Questa è un esempio di una campagna che fa domandare: come sia possibile che sia mai stata approvata”, afferma lo specialista in diritto dei marchi Paul Tjiam a RTL.

The Body Shop è una catena di negozi che vende prodotti sostenibili per la cura della casa e della persona dal 1976. Per decenni l’azienda è stata di successo; conta ora circa 2500 negozi in tutto il mondo. Ma negli ultimi anni ha avuto problemi. All’inizio di questo mese, scrive RTL, diverse divisioni hanno chiesto il fallimento. The Body Shop è crollato, anche a causa della concorrenza.

Uno di questi concorrenti è Rituals, un ex marchio di Unilever che nel 2000 è stato acquisito dall’imprenditore olandese Raymond Cloosterman, scrive il portale. Rituals conta ora oltre 1000 negozi propri in tutto il mondo e 3900 punti vendita in negozi di terze parti. Dalla recente sentenza in Olanda remerge quanto The Body Shop sia stato indietro rispetto a Rituals nel 2015, e apparentemente non fosse in grado di pensare a nient’altro che copiare il concorrente. Quell’anno, infatti, l’azienda cosmetica ha lanciato una nuova linea di prodotti per la cura della pelle chiamata Spa of the World, nelle Benelux Secrets of the World.

La linea di cura – che comprende gel doccia, crema e olio massaggiante – era ispirata al concetto di ‘viaggiare per il mondo alla ricerca degli ingredienti più rari e preziosi e degli antichi rituali di bellezza’. Nei cartelloni pubblicitari nei negozi e nel negozio online la parola “Ritual” è molto presente.

Rituals (marchio) non ha gradito. L’azienda cosmetica olandese ha ritenuto che ci fosse violazione del marchio e ha chiesto a The Body Shop di smettere di usare la parola ‘ritual’. The Body Shop ha rifiutato sostenendo che il concorrente non ha coniato il termine. Come è finita? Il tribunale dell’Aia ha dato ragione a Rituals nel 2022 ma non aveva determinato un risarcimento. E allora The Body Shop ha fatto ricorso e qui il colpo di scena: il giudice non solo conferma la sentenza di primo grado ma questa volta determina anche un danno per il plagio. “Rituals”, infatti, come era usato da The Body Shop poteva ragionevolmente aver causato un mancato guadagno.

(nel video il prodotto incriminato)

Quanto dovrà pagare The Body Shop non è ancora chiaro. È infatti necessaria una procedura legale separata per calcolare l’entità precisa. Tuttavia, The Body Shop dovrà già coprire circa 36.000 euro di costi di ricerca e avvocato sostenuti da Rituals per questa procedura, conclude RTL.

Anche se casi del genere si verificano spesso, secondo Tjiam in questo caso The Body Shop si è messa in una situazione molto difficile. “Soprattutto perché Rituals è un marchio noto e The Body Shop è un concorrente diretto attivo nello stesso mercato. Inoltre, si tratta di un marchio di parole; quindi si può giocare molto meno rispetto al ‘look and feel’ generale di un prodotto.”

Stabilire il danno
L’avvocato Joris van Manen di Rituals si rifiuta di commentare e rimanda al suo cliente. “Naturalmente siamo soddisfatti della sentenza del tribunale”, dice la portavoce Iris Buys di Rituals. “Negli ultimi 24 anni abbiamo costruito il nostro marchio con cura, nazionalmente e internazionalmente, fino a diventare il potente march

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