The Netherlands, an outsider's view.

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[VIDEO] The Black Side of Amsterdam, la storia della capitale che nessuno racconta

Un tour della città rivela il lato nascosto del Secolo d'Oro: colonialismo, schiavitù, ingiustizia



di Paola Pirovano

 

Quando si parla del Secolo d’Oro olandese, si pensa principalmente ai commerci di spezie, porcellana cinese, seta e legni pregiati. Molto più raramente si cita il commercio di schiavi, eppure la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali ha trasportato sulle sue navi più di 500.000 uomini e donne africani per poi venderli sulle coste sudamericane.

Perché questa “dimenticanza” ? Jennifer Tosch, fondatrice e direttrice di Black Heritage Tours a Amsterdam, ha una teoria al riguardo: Non si parla della pagina buia della schiavitù per imbarazzo, spesso per ignoranza, ma soprattutto per evitare di trovarsi in una posizione scomoda. La presenza nera e africana nella storia dei Paesi Bassi è talmente importante e dolorosa da condizionare irrimediabilmente l’immagine più nota e commerciale dell’Olanda: è un punto di non ritorno che obbliga a riflettere sulla  storia – e su se stessi – da un’altra prospettiva.

Il lavoro di Jennifer Tosch e di Black Heritage Tours è proprio quello di raccontare la versione nascosta della storia ufficiale del Secolo d’Oro, inglobando il punto di vista dei discendenti delle migliaia di schiavi strappati alla loro terra.

La storia del colonialismo è spesso presentata in modo parziale, ma Amsterdam offre abbastanza materiale per ricostruire integralmente il passato.  Teste di moro, coni di zucchero, bambini neri, foglie di tabacco che adornano le facciate delle dimore dei mercanti del Seicento sono la testimonianza di un sistema economico basato sulla schiavitù. Dai proprietari delle piantagioni di canna da zucchero ai costruttori delle navi, buona parte della società olandese dell’epoca beneficiava direttamente o indirettamente dello sfruttamento degli schiavi. La decorazione di molti palazzi sulla cintura dei canali parla di dominazione, violenza e ingiustizia, e di un sistema che si protrasse fino all’abolizione della schiavitù nel 1863.

Jennifer Tosch, statunitense di origini surinamesi, ha cercato di ridare voce ai dimenticati dalla storia ufficiale.  Direttamente legata alla sua storia personale, l’eredità del passato coloniale è stato per Jennifer Tosch il punto di partenza per costruire il presente.

La presa di coscienza dei soprusi del passato dovrebbe servire a costruire giustizia sociale nel presente, dove i rapporti bianco – nero sono ancora molto influenzati da un passato mai completamente affrontato e accettato.

 



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