Il tetto massimo per il prezzo dell’energia, che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio, è ancora una discussione aperta: il governo non ha condiviso con i fornitori di energia il programma previsto affinché questo tetto massimo, su gas ed elettricità, possa essere realizzabile. L’incertezza è tanta che, come riporta NOS, i fornitori hanno in serbo un “Piano B”.

Se il limite di prezzo non può essere implementato entro il I gennaio, le famiglie riceveranno un compenso fisso come a novembre e dicembre, probabilmente ancora 190 euro a famiglia.

La richiesta per il governo era quella di rendere disponibile questo programma già ad ottobre: le compagnie di energia hanno bisogno di almeno tre mesi per adeguare i propri sistemi. A novembre la situazione è ancora incerta e le compagnie energetiche lamentano troppi pochi chiarimenti su punti cruciali del programma.

Le compagnie temono anche che gli accordi presi con il ministero dell’Economia e del clima nelle trattative vengano demoliti dal parlamento e il timore rimane che vengano meno i patti per i quali è previsto un rimborso governativo ai fornitori.

Le compagnie , poi, non vogliono altri controlli su come spendono gli oltre 23 miliardi di euro di rimborso e vogliono garanzie che il governo verserà i sussidi previsti entro pochi giorni.

Il Ministero dell’Economia e del Clima ha dichiarato al programma che “tutte le persone coinvolte stanno lavorando duramente per farlo partire entro il I gennaio e tutti gli sforzi sono ora concentrati su questo”.