Chiunque desideri entrare nei Paesi Bassi da un’area a rischio deve mostrare un risultato negativo sia di un test PCR che di un test rapido prima della partenza, spiega NOS. Tale obbligo continua ad applicarsi, ha stabilito oggi la Corte d’appello dell’Aia.

In un procedimento sommario, il gruppo Viruswaarheid ha chiesto che l’obbligo fosse abolito o che in ogni caso non si applicasse ai cittadini olandesi. La corte lo ha respinto, come aveva già fatto il tribunale di primo grado.

Il caso è stato presentato, con dell’associazione negazionista, da una donna che si è recata in Israele alla fine dell’anno scorso a causa di circostanze familiari. Durante la sua permanenza lì, è stato introdotto il requisito del test ma la signora, sostenendo che più di ottanta membri della sua famiglia sono stati uccisi nel campo di sterminio di Auschwitz durante l’Olocausto e che altri membri della famiglia sono stati vittime di esperimenti medici, lei rifiuta qualsiasi trattamento sanitario obbligatorio.

La corte non era d’accordo: la costituzione afferma che il governo ha il dovere di adottare misure per proteggere la salute pubblica e ciò può avvenire anche a scapito dei diritti di qualcuno.