Due importanti agenzie governative, l’istituto nazionale di statistica CBS e il consiglio scientifico WRR, smetteranno di usare il termine “allochtoon” per descrivere i cittadini olandesi con origini straniere. A raccontarlo è il Volkskrant nell’edizione odierna.

A detta dei due enti, il significato della parola non è abbastanza accurato e dà adito a stigma e stereotipi. I termini autochtoon e allochtoon vennero introdotti, dice il quotidiano, nel 1971 dal sociologo Hilde Verwey-Jonker per descrivere immigrati e stranieri.

La definizione, tuttavia, è stata oggetto negli ultimi anni di feroci polemiche perchè ancora utilizzata per descrivere anche terze e quarte generazioni di immigrati. La raccomandazione di abbandonare l’uso del termine, sarebbe contenuta in uno studio sulle migrazioni che vedrà la luce il prossimo anno.

Secondo l’istituto WRR, il fenomeno migratorio è oggi tanto complesso che i termini avrebbero ormai perso di significato; tedeschi, polacchi e siriani pur rappresentando le tre comunità con più ampia presenza nei Paesi Bassi, non hanno -tuttavia- nulla in comune. Pertanto, dice WRR, parlare di “cittadini con background olandese” oppure “con background straniero”, laddove fosse strettamente necessario, è probabilmente l’approccio migliore. Fino ad oggi, era considerato allochtoon colui che fosse nato da uno o entrambi i genitori stranieri.

Anche i termini “occidentale” e “non occidentale” sono sotto scrutinio: nelle definizioni ufficiali, un giapponese e un coreano sono considerati ‘occidentali’ mentre un surinamese o un antillano ‘non occidentali’.

Nel mese di marzo, la Camera bassa olandese aveva approvato una mozione che chiedeva di rivedere la definizione di immigrato e nativo. Allora la deputata socialista Sadet Karabulut aveva detto: ‘Questi termini erano stati coniati per prendere di mira le minoranze. Molti cittadini di seconda e terza generazione si chiedono : quando mi chiameranno olandese?’