Secondo Diederik Gommers, dell’associazione olandese per la terapia intensiva (NVIC), i reparti di terapia intensiva (ICU) negli ospedali olandesi hanno attualmente una capacità tre volte maggiore rispetto a quella registrata a marzo: ora sarebbero in grado di ospitare il triplo dei malati di coronavirus. Questo è perché – dice Gommers ad AD – il tempo che il pazienti di Covid-19 passano in terapia intensiva è drasticamente diminuito.

“Stiamo ancora conducendo ulteriori ricerche sull’argomento, ma sembra essere così,” dice Gommers. “Chiaramente non sappiamo se ci sarà una seconda ondata e quanto forte sarà, ma se sarà simile alla prima, non dovremo ingrandire i reparti di terapia intensiva molto più di così.”

Secondo alcuni esponenti della fondazione per la valutazione delle unità di terapia intensiva (NICE), i pazienti di coronavirus a marzo e aprile passavano una media di 22 giorni in reparto. A luglio e agosto il numero è drasticamente calato fino a meno di 8 giorni di cure in terapia intensiva.

“Stiamo ancora cercando di capire a cosa sia esattamente dovuto,” continua Gommers. “Potrebbe essere dettato dal fatto che a marzo ed aprile più persone con malattie pregresse sono state ricoverate, mentre ora ci sono pazienti meno malati.” Al contrario, se i due gruppi di pazienti dovessero risultare simili, la riduzione del tempo passato in terapia intensiva potrebbe avere a che fare con un miglioramento nella cura del virus. “Non è il virus che è diventato più debole: noi non abbiamo alcuna prova di ciò.”

Al momento ci sono circa 600 persone ricoverate in terapia intensiva negli ospedali olandesi, tra cui meno di 50 hanno il coronavirus. Ad aprile, le ICUs trattavano circa 1400 persone malate di Covid-19 e 350 con altri problemi di salute. Secondo Gommers, essendosi ridotte le permanenze di ogni paziente in terapia intensiva, per gestire una seconda ondata in Olanda dovrebbero bastare 1200 letti in ICU.