Il Centro Medico Universitario di Groningen (UMCG) riprenderà da gennaio gli interventi chirurgici su pazienti con cardiopatie congenite. Le operazioni programmabili erano state sospese a settembre per preoccupazioni legate, tra le altre cose, alla sicurezza sociale interna. Sono ora conclusi gli accertamenti sul reparto responsabile degli interventi.
Due membri dello staff – ormai non più in servizio – avevano segnalato all’ospedale problemi relativi alla sicurezza “sociale” e alla qualità dell’assistenza. All’epoca il nosocomio non aveva voluto fornire dettagli sulla natura delle accuse. A seguito delle segnalazioni erano state avviate due indagini indipendenti.
L’ospedale comunica oggi che dalle verifiche è emerso che “la cura dei pazienti con cardiopatie congenite è stata professionale e sicura”.
“Decisione necessaria”
In una dichiarazione l’UMCG spiega che a settembre c’erano frizioni interne tali da richiedere un intervento: “Vi erano tensioni, ruoli poco chiari e un calo della fiducia all’interno del team. Questo ha influito sul modo in cui si poteva collaborare e apprendere all’interno dell’équipe chirurgica”.
La sospensione degli interventi programmabili era stata definita dallo stesso ospedale una scelta difficile ma necessaria. I pazienti erano stati trasferiti in altre strutture; gli interventi urgenti, non rinviabili, sono comunque stati eseguiti a Groningen.
Punti da migliorare
Le due indagini hanno comunque evidenziato alcuni aspetti da migliorare, già presi in carico. Inoltre, l’uscita di uno dei chirurghi e la nomina di un nuovo responsabile di cardiochirurgia pediatrica hanno dato “energia e spazio per lavorare su questi punti sulla base delle conclusioni e raccomandazioni”, riferisce l’UMCG.
Secondo RTV Noord, il chirurgo dimissionario sarebbe uno dei due dipendenti che avevano lanciato l’allarme. L’ospedale non conferma.







