Il ministro turco Fatma Betul Kaya ha rinunciato alla causa annunciata contro i Paesi Bassi, per le tensioni dello scorso febbraio tra il suo paese e l’Olanda a proposito del voto degli expat turchi. Secondo una fonte citata dal Telegraaf, il ministro del governo Erdogan avrebbe rinunciato al procedimento per ragioni tecniche: nonostante le minacce di espulsione del governo olandese, Kaya lasciò  di fatto Rotterdam di sua spontanea volontà e nessun ordinanza o decreto di allontanamento vennero effettivamente emessi. Per questa ragione, dice ancora la fonte al quotidiano di Amsterdam, verrebbero meno i presupposti per un procedimento.

Durante il fine settimana tra l’11 e il 12 marzo, il governo olandese rifiutà ai ministri turchi l’accesso al consolato di Rotterdam per fare campagna elettorale al contestato referendum che ha dato enorme potere al presidente Recep Tayyip Erdogan. Kaya raggiunse, comunque, i Paesi Bassi a bordo di un’auto diplomatica ma il suo ingresso al consolato venne impedito da un cordone di agenti di polizia olandesi.

 

Tuttavia il giallo rimane: secondo Ahmed Aboutaleb, il sindaco di Rotterdam, il governo olandese avrebbe effettivamente emesso l’ordinanza dove dichiarava il ministro turco e qualunque altro vertice politico del paese della mezza luna “ospite non gradito” ma il dispositivo non venne mai attuato perchè il ministro lasciò il Paese volontariamente. A l’Aja, però, smentiscono la ricostruzione: il governo non avrebbe emesso alcun decreto.