Gli studenti olandesi rischiano di perdere posti all’università a causa dell’aumento degli studenti stranieri, ha scritto oggi il Telegraaf. Con l’eloquente titolo: “Basta follia inglese (Stop engelse gekte!) il quotidiano di Amsterdam torna sulla polemica nazionale a proposito dei corsi offerti in lingua inglese.

Secondo Pieter Duisenberg, presidente dell’associazione universitaria olandese VSNU, il combinato disposto tra il numero chiuso e la forte internazionalizzazione degli atenei olandesi, rischia di creare un corto circuito.

Quest’anno, 101 corsi di laurea offerti da università e hogeschool  sono a numero chiuso e all’inizio di questa settimana, è emerso che 594 studenti olandesi hanno fatto domanda per la facoltà di psicologia all’Università di Amsterdam insieme a 1.260 studenti stranieri.

“Tutti i corsi di psicologia, a parte quelli di Utrecht, sono ora in inglese”, ha detto Tariq Sewbaransingh, del sindacato studentesco nazionale LSVB. “Siamo preoccupati per gli studenti olandesi mentre abbiamo una carenza di psicologi nei Paesi Bassi“.

I sindacati degli studenti chiedono agli atene di giustificare perché un corso venga offerto in inglese. Il giornale parla anche del caso di Rotterdam, dove il degree in International Business Administration offerto dall’Università Erasmus ha ricevuto domande da  2605 studenti stranieri e da 767 studenti olandesi per uno dei 550 posti. La quota di studenti olandesi che frequenta il corso di laurea è di circa il 35%.

Il numero di studenti stranieri nei Paesi Bassi è raddoppiato negli ultimi 10 anni, circa 80.000 nell’anno accademico 2016/17, secondo Nuffic alla fine dello scorso anno.