Gli operatori telefonici hanno trovato un accordo con le organizzazioni dei consumatori per il risarcimento dei clienti che avevano sottoscritto un abbonamento con un telefono “gratuito”, riporta NOS. Secondo le associazioni dei consumatori sono circa 50.000 i consumatori che, avendo firmato il contratto prima di settembre, otterranno un rimborso.

KPN, T-Mobile, Tele2 e Vodafone sono le compagnie coinvolte in quella che la Corte Suprema ha definito una pratica illegale. I costi dello smartphone erano compresi nel prezzo di abbonamento, rendendolo quindi un prestito personale. Gerard Spierenburg dell’Associazione dei Consumatori ha dichiarato: “I clienti sono stati ingannati perché non era gratis. E quando un abbonamento è scaduto, i fornitori consentono ai clienti di continuare a pagare lo stesso importo. La scadenza però era tale  perché il telefono era già stato pagato”.

In alcuni casi gli operatori hanno addebitato più interessi di quelli consentiti e per questo sono stati portati in tribunale per porre fine a queste pratiche. Sono ancora in corso le trattative su quale compenso riceveranno i clienti. “Si tratta di un importo che speriamo soddisfi i consumatori”, ha affermato Spierenburg.

Dopo la sentenza della Corte Suprema, gli operatori hanno smesso di dare “gratuitamente” i telefoni. Ora viene indicato separatamente l’importo del dispositivo da quello dell’abbonamento.