Il Ministro della Giustizia Ard van der Steur, ha rassegnato le dimissioni nella serata di giovedi 26 gennaio, al termine di un dibattito parlamentare convocato dalle opposizioni. Le ragioni dell’addio sono da ricercare nel comportamento dell’ormai ex ministro, in relazione al c.d. “Teevendeal”, un accordo raggiunto tra il dipartimento della pubblica accusa  e un trafficante di droga.

Van der Steur, ha rassegnato le dimissioni in seguito alla pubblicazione di una mail, da parte del giornalista Bas Haan, che mostrerebbe le omissioni da parte dell’ex capo-dicastero di alcune informazioni rilevanti sul Teevendeal. L’accordo, siglato nel 2000  tra l’allora pubblico ministero Fred Teeven e lo spacciatore Cees H, prevedeva la possibilità del rientro dal Lussemburgo di proventi del traffico di droga.

L’accordo tra Teeven, che sarebbe poi diventato sottosegretario alla giustizia nel governo Rutte II e Cees H, ha comportato la possibilità per Cees H di far rientrare 4,7 milioni di fiorini, in cambio di una penale di appena 750mila; tale accordo, fu tenuto segreto all’ufficio delle tasse. L’intesa ha anche consentito ad H di evitare il carcere. Teeven e il ministro Ivo Opstelten hanno entrambi rassegnato le dimissioni nel marzo 2015 e sono stati sostituiti come sottosegretario e ministro, rispttivamente da Van der Steur e Klaas Dijkhoff.

L’ex ministro, secondo la ricostruzione del giornalista, avrebbe indicato al suo predecessore Opstelten, cosa dire ai media e al parlamento, in merito alla vicenda per la quale l’opposizione gli chiedeva conto. Le parti relative alle transazioni di denaro del Teevendela, poi, sarebbero state rimosse del tutto. van der Steur ha mantenuto questa linea, durante tutte le occasioni pubbliche nelle quali è stato chiamato a pronunciarsi in merito allo scandalo. Nel dibattito di ieri, l’ormai ex ministro non è riuscito a difendere la sua posizione e, secondo le opposizioni, non sarebbe stato chiarito in maniera netta il suo ruolo. Al termine del dibattito, Van der Steur ha annunciato l’addio.