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CULTURE

Teatro, “La rosa tatuata”: in scena la passione e l’importanza delle radici

Lo spettacolo portato sul palco dal Korego Theater Group, andrà in scena l'8 e il 9 aprile presso Het Amsterdams Theaterhuis



di Cecilia Terenzoni

La scorsa settimana, presso lo spazio Toon Podiumwinkel, di Amsterdam. La compagnia teatrale Korego Theater Group  ha festeggiato  il suo primo anno di attività con l’anteprima dello spettacolo “La rosa tatuata”, che andrà in scena l’8 e il 9 aprile presso Het Amsterdams Theaterhuis.

La fondatrice e musa ispiratrice di questo gruppo di attori è Carmelinda Gentile, formatasi artisticamente presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. L’attrice vanta una carriera teatrale ventennale, preziosa per gli attori in formazione e per la regia di tutte le performance. “Il teatro è vita, divertimento, ma è soprattutto un’arte che dona, che fa riflettere il suo interlocutore”, racconta durante la serata.

L’attività di Korego Theatre Group è ricca e tocca trasversalmente tutti i volti dell’arte del teatro: gli attori -che si cimentano in letture, monologhi, sketch, commedie dell’arte, musica e canti- sono italiani residenti in Olanda, e la realtà artistica in cui si mettono in gioco permette loro di avere, oltre ad un’esperienza totale con il teatro, anche un legame vivido con la loro terra natìa: l’Italia. Una comunità di italiani all’estero che conserva, nella sua quotidianità, l’eco tatuato delle loro tradizioni e delle loro origini. Lo spettacolo “La rosa tatuata” ha infatti come protagonista il personaggio di Serafina delle Rose, un’umile migrante siciliana. “Come Serafina in America, anche noi siamo tutti migranti in Olanda” racconta Carmelinda, che interpreta il ruolo della protagonista.

Tennessee Williams scrisse “La rosa tatuata” negli anni ‘50 pensandola espressamente come lavoro teatrale per la straordinaria Anna Magnani, che per questa interpretazione vinse l’Oscar come migliore attrice. La storia racconta di amore, stravolgimenti e drammi. E’ questo il dolore di Serafina, che perde il marito e la figlia in grembo; un dolore che non lascia scampo ma racconta che le cicatrici più profonde possano essere cauterizzate.

“Le radici sono importanti” dice Carmelinda, citando “La Grande Bellezza”. Alla radici del teatro contemporaneo c’è il teatro classico greco, base formativa degli attori e terreno fertile da cui nascono tutti i lavori artistici di Korego Theater Group. Penso possa bastare come assaggio, come “petalo” della rosa che prenderà vita sul palcoscenico ad Aprile.

 






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