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Una grande quantità di rottami di carbone e minerale di ferro rimangono sulle navi caricate presso la Tata Steel a IJmuiden. In teoria, Tata Steel deve ripulire questi scarti prima che le navi lascino il porto ma in pratica, migliaia di chili di rottami finiscono nel Mare del Nord, dice Noordhollands Dagblad sulla base di proprie ricerche e delle informazioni provenienti da fonti dell’acciaieria, che hanno sostenuto le loro affermazioni con documenti.

Secondo Noordhollands Dagblad, invece di pulire i rottami di carbone e minerale di ferro che finiscono sul ponte delle navi durante lo scarico, Tata Steel paga i capitani e i marinai delle navi in ​​contanti perchè se ne occupino loro, dice NOS.

 

Le immagini e le foto dei droni scattate dal giornale durante le indagini mostrano navi che lasciano il porto di Tata Steel con spessi strati di carbone o sabbia sui loro ponti. A volte gli strati di carbone sono spessi fino a un metro, dice Noordhollands Dagblad.

In pratica, la società pagherebbe i marinai in contanti per sversare in acqua quei rifiuti. Noordhollands Dagblad ha affermato di avere copie di documenti in suo possesso che dimostrano che Tata Steel paga agli equipaggi delle navi diverse centinaia di euro in contanti per ripulire ciò che è stato versato. L’importo viene negoziato separatamente con ciascun capitano e pagato in dollari.

Lo scarico di materie prime industriali in mare è vietato dalla legislazione nazionale e dai trattati internazionali. Tata Steel nega quanto emerge dall’inchiesta.