The Netherlands, an outsider's view.

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I nomi della musica italiana? In Olanda suonano nel locale sotto casa

di Francesca Spanò

Una volta si diceva che a Londra fosse comune entrare in anonimi pub di Soho o di Camden Town per una birra e trovare sul palchetto riservato ai musicisti che intrattengono i clienti, star internazionali che in incognito indossavano i panni delle persone comuni improvvisando qualche brano.

Una filosofia del genere pare abbia ispirato Alessandra, da tre anni ad Amsterdam, nel pensare ad un modo originale per proporre musica italiana in Olanda; d’altronde Battiato, SubsonicaCaparezza possono riempire stadi in Italia. Ma nei Paesi Bassi?

Qui mancano certamente i numeri ma forse, la loro mancanza, riesce a compensarli altro: passata la frontiera, gli artisti italiani, -con l’eccezione di una manciata di big- sono perfetti sconosciuti e Tasting Italian Music, l’agenzia di organizzazione eventi di Alessandra cerca proprio di lavorare su questo piano.

D’altronde il suo passato lavorativo italiano nel management musicale, le haconsentito di poter fare affidamento su un network già esistente.”Il mio primo artista – non in ordine cronologico – è stato Caparezza. I primi ad arrivare, invece, Gazzè, Fabi e Silvestri, che hanno fatto sold-out allo Sugar Factory“, Club nel cuore di Amsterdam con una capienza di circa 800 persone.

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Insolita location per artisti abituati a performance negli stadiL’esperienza infatti è bellissima, dice la promoter, l’artista ha un approccio diverso con il pubblico, non ci sono elementi (come le barriere di sicurezza) che fisicamente lo separano dai fan. In un club il rapporto si fa più intimo: da spettatore ci si ritrova l’artista a 2 cm dal naso e allo stesso tempo all’artista tornano in mente i primi passi della propria carriera“.

Completamente autofinanziata, Tasting Italian Music, vive grazie ad una grande passione .“Il rischio è alto in questi tipi di lavoro” prosegue Alessandra, “così due volte a settimana lavoro anche in un negozio, in modo tale da poter garantire alla mia attività una base economica“. A sorpresa, il pubblico della prima stagione di grandi nomi italiani “sotto casa” non è composto al 100% da italianen “La cosa interessante è che gli stranieri sono circa il 20% del pubblico , circostanza che conferma la prospettiva internazionale del progetto.”