Mark Rutte cambia idea sulla “tassa sui dividendi”: si alla pubblicazione dei memorandum stilati dai partiti durante la trattativa per la formazione del governo.

La controversa riforma, vista da molti come un regalo alle multinazionali, è stata aspramente criticata dalle opposizioni che ne denunciano l’assenza di logica e chiedono al governo i verbali delle riunioni per capire cosa abbia spinto i 4 partiti che compongono la compagine governativa, ad inserire questo provvedimento mai previsto dal programma di nessuno dei partiti.

Rutte aveva precedentemente affermato che i documenti non sarebbero stati resi pubblici perché si sarebbe trattato di documenti riservati. Anzi, inizialmente il governo aveva negato l’esistenza stessa di quei documenti ma una richiesta di accesso agli atti presentata da due accademici dell’UvA, ha costretto il ministero ad ammettere l’esistenza del memorandum incriminato.

Alla fine Rutte ha ceduto: pur confermando l’eccezionalità della decisione -i memorandum delle trattative, secondo il primo ministro, dovrebbero restare segreti– il premier renderà pubblici quegli atti.

Ma l’opposizione non è soddisfatta. Il segretario del partito laburista Lodewijk Asscher accusa il governo: perchè hanno mentito? Prima hanno detto che il memorandum non esisteva, ora hanno cambiato idea.

Secondo i partiti d’opposizione l’abolizione della tassa sui dividendi sarebbe stata dettata dagli uffici di Shell e Unilever.