Anche gli economisti si schierano contro il piano del governo di eliminare  la tassa sui dividendi. Esperti sentiti dal Telegraaf non hanno dubbi: la misura non è dettata da alcuna logica e addirittura, secondo il docente Sweden van Wijnbergen, la giustificazione ufficiale, il rischio di addio all’Olanda da  parte di alcune multinazionali e la perdita di posti di lavoro, sarebbe fuori dal mondo.

L’opinione comune degli economisti è che la misura non produrrà alcun effetto per l’economia olandese. Certamente nessuno degli effetti salutati da Mark Rutte: secondo gli esperti si tratta, esclusivamente, di un costoso regalo alle multinazionali con  poche speranze di generare posti di lavoro.

Gli investitori stranieri pagano al momento il 15% di tasse sui profitti delle loro azioni nei Paesi Bassi.  Anche il thank-tank CPB che si occupa di offrire consulenze al governo in materia macro-economica fatica a trovare un senso alla misura. 

In realtà un senso, politico, certamente c’è: la Shell aveva già chiesto in passato alla futura coalizione di  cancellare la tassa sui dividendi. Inoltre a confermare i sospetti di “ricatto” al governo c’è la presenza di Gerrit Zalm come mediatore per la coalizione di governo: Zalm, infatti, esponente del VVD è dirigente a Shell.