Come Shell, anche Unilever ha ideato una costruzione fiscale che dovrebbe garantire ai suoi azionisti britannici di non pagare la tassa sui dividendi ora che la multinazionale olandese-britannica avrà sede nei Paesi Bassi, scrive RTL Nieuws.

Nel corso del fine settimana il giornale Trouw ha rivelato una vicenda analoga per Shell ma ora la questione si allarga anche a Unilever: la società sta procedendo con la fusione degli uffici britannico e olandese e si trasferirà a breve nei Paesi Bassi. Ma ciò significa che i suoi azionisti britannici saranno improvvisamente soggetti all’imposta sui dividendi dei Paesi Bassi, almeno fino a quando questa tassa non sarà abolita nel 2020, come previsto dal piano del governo di Rutte III.

L’azienda produttrice di generi alimentari sta affrontando questo problema in qualche modo come Shell: agli azionisti che non vogliono pagare la tassa sui dividendi, viene offerta una via d’uscita. In una dichiarazione sul sito web della società, Unilever ha scritto che gli azionisti della nuova holding riceveranno presto l’opportunità di ricevere “distribuzioni sotto forma di rimborso del capitale”, che non sono soggette all’imposta sui dividendi. La società dichiara che questa misura si applicherà fino all’abolizione della tassa sui dividendi nei Paesi Bassi.

In una risposta a RTL, Unilever ha scritto: “Sulla base della legge sulla tassazione dei dividendi, qualsiasi società con un capitale proprio sufficiente può scegliere di rimborsare il capitale invece di pagare i dividendi.Il rimborso del capitale non è soggetto all’imposta sui dividendi.”

Unilever e Shell erano due dei maggiori sostenitori dell’abolizione dell’imposta sui dividendi nei Paesi Bassi. La decisione del governo di Rutte III di abolire questa tassa ha sollevato polemiche nei Paesi Bassi perchè la misura non è stata menzionata in nessuno dei quattro programmi elettorali dei partiti della coalizione.

Secondo AD, il provvedimento fu promosso da Unilever e Shell, tra gli altri, durante i negoziati di coalizione.