Un frigorifero che aumenta di 100 euro durante la settimana del Black Friday a Waterloo e la direzione del punto vendita che si giustifica dicendo che si è trattato di un errore a causa dei recenti attacchi informatici subiti dalla catena.

Un ex dipendente della sede di Herstal però ha deciso di parlare al giornale 7sur7.be.

“Quando la portavoce di Mediamarkt dice che il prezzo di un frigorifero Whirlpool è stato aumentato per caso durante il Black Friday, posso assicurarvi che sta mentendo. È una truffa. La verità è che la catena di negozi aumenta artificialmente il prezzo di alcuni dei suoi articoli un mese e mezzo prima dei saldi. Legalmente, non possono farlo dopo. E una volta che la vendita arriva, abbassa il prezzo a quello che era sei settimane prima”. Una pratica usata anche dai concorrenti Vanden Borre e Krëfel.

Dal 2014 infatti il Codice di diritto economico ha imposto solo un periodo di prevendita di un mese per i settori dell’abbigliamento, della pelletteria e delle calzature.

La difesa di Mediamarkt

Janick De Saedeleer, portavoce di Mediamarkt, si difende così dalle accuse: “L’ispettorato economico effettua controlli. Se dovessimo improvvisamente aumentare i prezzi prima dei saldi e riportarli ai prezzi originali durante i saldi, saremmo sanzionati”. Ma se la concorrenza aumenta i prezzi prima degli sconti, anche Mediamarkt la segue.

Prodotti obsoleti e scarti di magazzino oppure strategie di marketing dei colossi nella distribuzione degli elettrodomestici? Janick De Saedeleer afferma che Mediamarkt riesce a ottenere parecchi prodotti gratuitamente grazie agli enormi quantitativi che acquista: “Puntiamo ad offrire sempre ai nostri clienti buoni affari e la migliore offerta. Pertanto, per garantire questo, i prodotti offerti nel Black Friday sono sempre acquistati con largo anticipo. Le nostre offerte del Black Friday sono adeguate al prezzo di riferimento”.

Accuse ancora più gravi

Ma le accuse dell’ex dipendente sono ancora più gravi. Secondo l’uomo, i fornitori da un lato offrirebbero prezzi interessanti solo sulla merce più economica, dall’altro farebbero regali ai negozi e ai venditori per far credere ai clienti di accaparrarsi un prodotto superscontato. Ma non solo. Anche la libera concorrenza tra le diverse catene sarebbe sotto accusa. Cambiando infatti una lettera nei numeri di serie dei prodotti a seconda dei punti vendita, i reclami della clientela riguardo il miglior prezzo non potrebbero essere accolti.

Anche se gli acquisti di Mediamarkt oggi sono centralizzati, cosa che limiterebbe le procedure scorrette, un sondaggio dall’organizzazione di consumatori Test Achats confermerebbe almeno in parte quanto sostiene l’ex dipendente. E il rapporto annuale 2020 dell’economia del servizio pubblico federale (FPS) conferma che il fenomeno è significativo.

Durante i saldi estivi dell’anno scorso, i funzionari di controllo dell’Ispettorato economico hanno rilevato 108 infrazioni, 62 delle quali sono state immediatamente corrette. Le altre infrazioni, più sostanziali, sono state oggetto di 35 avvertimenti e 11 rapporti ufficiali. Sempre nel 2020, la FPS Economy ha trovato 16 infrazioni riguardanti le informazioni fornite al consumatore, mentre i suoi agenti hanno effettuato 39 ispezioni. Otto di queste infrazioni sono state oggetto di un avvertimento. Gli altri otto sono stati oggetto di un rapporto ufficiale.