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CULTURE

Taiwan, mostra sull’interazione tra etnia cinese e popolazioni indigene al tempo degli olandesi

CoverPic | Author: David Bronski | License: public domain

Secondo quanto riportato da Focus Taiwan, lunedì è stata inaugurata al National Taiwan Museum una mostra che si occupa dell’interazione tra l’etnia cinese e le popolazioni indigene sull’isola durante la dinastia Qing (1644 – 1912).

La mostra “C’era una Volta nelle Frontiere” (“Once Upon a Time in the Frontiers”), che si tiene fino al 4 ottobre nella West Exhibition Hall del museo al primo piano, presenta 93 esposizioni che includono libri storici, cimeli e mappe, tra cui alcuni di proprietà della popolazione indigena, in base a quanto dichiarato dal museo stesso. La migrazione di massa della popolazione di etnia cinese a Taiwan ebbe inizio già nel XVII secolo durante il dominio coloniale olandese, con ondate migratorie successive durante la dinastia Qing e all’inizio del periodo della Repubblica cinese.

La parte sud-ovest di Taiwan ospitava già una popolazione cinese di circa 1.500 abitanti prima del 1623, quando arrivarono gli olandesi.

La Compagnia olandese delle Indie Orientali (VOC) giunse nella zona alla ricerca di una base commerciale e militare asiatica. Sconfitti dai portoghesi nella battaglia di Macao nel 1622, gli olandesi tentarono di occupare Penghu, ma furono cacciati dalle autorità Ming. Costruirono poi Fort Zeelandia sull’isolotto di Tayowan, al largo della costa sud-occidentale di Taiwan. Sulla terraferma costruirono un forte in mattoni più piccolo, Fort Provintia, chiamato Pakan dagli aborigeni locali.

La mostra in particolare fornisce indizi e riflette sull’interazione e l’evoluzione tra la popolazione indigena taiwanese e la popolazione etnica cinese del paese, esplorando l’aspetto delle aree montuose interne e dei confini interni tra il XVIII e il XIX secolo, ha affermato il museo. L’importanza delle zone montuose è data da un aspetto caratteristico dell’interazione tra le due popolazioni: si ritiene che la migrazione cinese a Taiwan abbia spinto le popolazioni indigene sulle montagne. Questa tendenza è valsa al gruppo indigeno il nome di “popolazioni degli altipiani” di Taiwan.

Hung Shih-yu (洪世佑), direttore del Museo nazionale di Taiwan, ha affermato che il suo museo, istituito nel 1908, raccoglie da oltre 100 anni reliquie culturali legate alle popolazioni indigene e fornisce una comprensione del contesto storico, del contatto e dell’interazione tra i migranti di etnia cinese e le popolazioni indigene. “Il museo è un luogo per riflettere sulla storia e riprodurre la cultura, ed è anche uno spazio per fornire prospettive e dialoghi tra i diversi gruppi etnici“, ha detto Hung.

La mostra espone anche i documenti e le reliquie ufficiali Qing della società al tempo in cui diversi gruppi etnici si incontrarono e interagirono per formare una “società di frontiera”. Durante la cerimonia di apertura della mostra, il politico Huang Kuo-shu (黃 國書) ha affermato che la visita di questa mostra può aiutare i visitatori a riflettere e comprendere le implicazioni della storia e della cultura di Taiwan.