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Tagli al welfare e stop richiedenti asilo: da oggi colloqui per esecutivo di minoranza di centro-destra in Olanda

Con un ritiro notturno nella tenuta di Zwaluwenberg, a Hilversum, Rob Jetten (D66), Henri Bontenbal (CDA) e Dilan Yesilgöz (VVD) danno oggi il via ai colloqui di merito per la formazione di un nuovo governo. Con l’ingresso di Yesilgöz al tavolo, l’agenda “contenutistica e ambiziosa” elaborata da Bontenbal e Jetten è destinata a essere nuovamente rimaneggiata. Quali saranno i principali punti di scontro?

Nel documento presentato da Jetten e Bontenbal mancava ancora il capitolo finanziario. Ora la situazione cambia: tutte e tre le forze politiche affideranno ai propri esperti economici il compito di stilare un elenco delle principali sfide finanziarie. Nei prossimi anni è in programma non solo un taglio alla spesa di circa 7 miliardi di euro, ma anche la volontà di investire miliardi, ad esempio nella difesa e nell’economia. È chiaro che, se tutte queste ambizioni dovessero essere realizzate, sarebbero necessari decine di miliardi di euro aggiuntivi. Da dove reperirli resta, per ora, una domanda senza una risposta definita.

Sui tagli alla sanità e alla sicurezza sociale, i partiti sembrano poter trovare un accordo. Ma subito dopo le divergenze aumentano: la VVD, ad esempio, vuole ridurre in modo consistente il budget per la cooperazione allo sviluppo, mentre Jetten e Bontenbal puntano invece ad aumentarlo.

D66 e CDA vedono inoltre alternative ai soli tagli, come l’aumento della pressione fiscale o l’incremento del debito pubblico. Resta da capire quanto VVD, che si oppone fermamente a entrambe le opzioni, manterrà questa posizione nelle prossime settimane. Sullo sfondo si pone anche la questione del rapporto con i piani dell’Unione europea.  VVD è nettamente contrario all’idea di prestiti comuni europei, mentre D66 e CDA mostrano molte meno riserve.

Proseguendo nella lettura dell’agenda di Jetten e Bontenbal emergono altri ostacoli: uno riguarda la detrazione degli interessi sui mutui: D66 e CDA sono favorevoli a una sua graduale abolizione, mentre Yesilgöz durante la campagna elettorale si è opposta, affermando che non avrebbe partecipato a un governo che modificasse questa misura.

Altro tema spinoso è il pedaggio stradale, o come D66 e CDA lo definiscono: “un sistema di pagamento in base all’uso, al luogo e al momento”. Negli ultimi anni VVD ha cambiato più volte posizione, ma in campagna elettorale si è detta contraria. Non è escluso che la formulazione volutamente vaga serva a tenere la VVD al tavolo.

Anche l’inasprimento delle politiche sull’asilo promette di animare i colloqui. D66 e CDA vogliono mantenere la legge sulla distribuzione dei richiedenti asilo, mentre VVD vi si oppone. In parallelo si discute la legge sulle misure d’emergenza in materia di asilo: la prossima settimana la Tweede Kamer esaminerà il reato di immigrazione clandestina:VVD è favorevole, D66 invece contrario. Anche su altri dossier potrebbero emergere scontri più rapidi in Parlamento che al tavolo delle trattative. Il governo dimissionario, ad esempio, intende decidere la prossima settimana sull’apertura dell’aeroporto di Lelystad, un tema divisivo da anni.

E anche se D66, CDA e VVD dovessero raggiungere un accordo, non sarebbe detto che basti. Che si tratti di un governo di maggioranza o di minoranza, per approvare le riforme servirà almeno un altro partito, che a sua volta avanzerà richieste proprie.

 

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