Le città olandesi di grandi e medie dimensioni dovranno affrontare nei prossimi quattro anni, un deficit di bilancio di circa 500 milioni di euro. Ad annunciarlo è il G40, il gruppo dei 40 comuni olandesi più grandi. Paul Depla, sindaco di Breda e presidente del G40, ha ammesso che i tagli alle strutture pubbliche saranno inevitabili.

“Le singole amministrazioni comunali stanno prendendo in considerazione i tagli necessari”, ha detto Depla, aggiungendo che “tutto è sul tavolo”, compresa la chiusura di biblioteche e piscine. “Si sta prendendo in considerazione, ad esempio, l’annullamento delle lezioni di musica, la chiusura degli impianti sportivi, la limitazione della manutenzione degli spazi pubblici e l’aumento delle tariffe”.

Depla ed i consiglieri finanziari chiedono quindi al governo di mettere più soldi a disposizione. “Le responsabilità dei comuni sono aumentate considerevolmente, ma ci sono stati enormi tagli. Questa situazione è  insostenibile.”

Negli ultimi anni le aree di competenza dei comuni sono aumentate fino a comprendere l’assistenza ai giovani e i servizi sociali. Ma secondo il G40, le città ricevono meno soldi del previsto dal governo. I comuni riceveranno “circa mezzo miliardo di euro in meno” nei prossimi quattro anni. “Il governo può avere un deficit di bilancio, ma noi non possiamo. Perché non possiamo andare in rosso, dobbiamo tagliare”, ha detto Depla.

Le città fuori dal Randstad svolgono un ruolo importante per le loro province, ma saranno le prime ad accusare il colpo. Lo conferma Paul de Rook, consigliere finanziario di Groningen. “I comuni più colpiti sono Leeuwarden, Nijmegen, Enschede, Groningen e Breda“, ha aggiunto. Groningen si trova ad affrontare un deficit di bilancio annuale di circa 35 milioni di euro. L’assessore ha difficoltà a capire perchè vengano fatti tagli considerevoli a livello locale mentre l’economia olandese sta andando bene. “Non è possibile che restino più di 10 miliardi extra nelle casse dello stato, mentre noi dobbiamo pensare alla chiusura di piscine e biblioteche”.