The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

SURINAME

Suriname, continuano i processi per i “decembermoorden”. L’accusa chiede 20 anni per il presidente Desi Bouterse

L’accusa, a differenza di quanto sostenuto da Rozendaal, riconosce nell'uccisione dei quindici oppositori i tratti di un piano ben congegnato

E’ di dieci anni di prigione la condanna chiesta dal pubblico ministero nei confronti del sessantenne Ruben Rozendaal, ex militare surinamese coinvolto nel colpo di stato del 1980 e accusato di aver ucciso quindici oppositori del regime tra giornalisti, avvocati e sindacalisti.

Secondo quanto riportato da AD, insieme a lui ci sono altre venti persone sospettate tra cui l’attuale presidente del Suriname Desi Bouterse, per cui il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione. Fu lui a guidare il colpo di stato del 1980 e ad orchestrare nel 1982 la tortura e l’uccisione di quindici sospetti. Nel 1999, il presidente era già stato condannato in contumacia nei Paesi Bassi per traffico di cocaina, ma gode oggi dell’immunità diplomatica riconosciuta ai Capi di Stato.

Dopo una lunga attesa, l’inchiesta sui decembermoorden è stata riaperta da poco e dovrebbe concludersi l’anno prossimo. Rozendaal ha collaborato nell’indagine, e ha specificato che non si sarebbe mai aspettato che i quindici oppositori sarebbero stati uccisi nonostante fossero anni difficili per il regime. Bouterse dal canto suo ha riconosciuto la sua responsabilità politica per le vicende di quegli anni, ma ha preso le distanze dagli omicidi sostenendo di non aver mai preso parte ad alcuna decisione in merito agli omicidi di cui è sospettato.

L’accusa, a differenza di quanto sostenuto da Rozendaal, riconosce nell’uccisione dei quindici oppositori i tratti di un piano ben congegnato. E il verdetto, previsto per l’anno prossimo, potrebbe portare a conseguenze serie per molti politici dell’isola.